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Idee e progetti

Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE

Politecnico di Milano
Facoltà di Architettura e società
Corso di Laurea in Pianificazione urbana e politiche territoriali
Anno Accademico 2005/2006

Il territorio rurale produttore di valori per la costruzione di un sistema degli spazi aperti

Il caso della provincia di Mantova

Relatrice: Maria Cristina Treu – Co-Relatore: Carlo Peraboni


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Alla luce della nuova Legge regionale 12/2005 per il governo del territorio, attraverso l’applicazione (prevista dagli indirizzi regionali) del modello denominato Metland (Metropolitan landscape planning model), sono stati individuati degli Ambienti agricoli per la provincia di Mantova.

Il metodo Metland per la stima del valore agricolo forestale, meramente applicato, non è stato in grado di far emergere le specificità del territorio provinciale mantovano quindi, è stata necessaria una ricalibrazione dei valori per adattarlo alla scala provinciale.

Un ulteriore passo è stato fatto attraverso l’introduzione di nuovi elementi conoscitivi, che hanno proporzionato il Metland al caso mantovano. L’emergere delle peculiarità del territorio ha permesso l’individuazione di 13 Ambienti tra loro differenziati principalmente per il diverso valore agricolo forestale, per la diversa morfologia, per le diverse valenze ambientali e paesistiche ma anche per il diverso tessuto socio-economico.

Per esaminare l’effettiva validità degli Ambienti agricoli provinciali, è stata opportuna una loro rilettura a scala locale per verificarne la capacità di indirizzare le scelte pianificatorie legate al territorio rurale.

Il comune su cui si è scelto di operare è stato quello di Goito perché ricadente in tre diversi Ambienti. Il caso preso in esame vede un territorio comunale caratterizzato da situazioni molto diverse in cui le scelte operative devono diversificarsi in funzione di nuove prospettive di paesaggio emerse dalla nuova partizione territoriale.

Dopo aver verificato come il Piano regolatore generale, tratta in modo omogeneo le aree agricole, senza operare distinzioni, a seguito degli studi effettuati, si è tentato di delineare un possibile piano degli spazi aperti per il comune di Goito.

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Governo per il consumo di suolo

l’argomento trattato in questa Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE è la gestione del “consumo di suolo”. Il suolo costituisce una risorsa fondamentalmente non rinnovabile, che nello svolgere le sue fondamentali funzioni (produttiva, protettiva e naturalistica) consente di mantenere la produttività agricola, la protezione delle risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi naturali.

In una regione come la Lombardia, a forte densità di popolazione e di attività economiche, la risorsa suolo costituisce il fattore limitante, che rischia di creare le difficoltà maggiori ad una gestione sostenibile del territorio. Il suolo, così come l’acqua e l’aria, rappresenta una risorsa naturale fondamentale per l’umanità. I suoli coprono la superficie terrestre come una coltre continua, interrotta solo da acqua, ghiacci e roccia affiorante. Questo “continuum” funziona come una membrana, attraverso cui avviene uno scambio continuo di materia ed energia, che i suoli regolano riflettendo o trattenendo flussi e sostanze. Nonostante questo, i suoli sono il supporto di quasi tutte le attività antropiche, l’origine della nostra alimentazione e il più efficace sistema depurante. Una gestione attenta e sostenibile della risorsa suolo è quindi indispensabile, non solo per mantenere la produttività agricola, ma anche per la protezione delle risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi naturali.

Dopo più di un quarto di secolo la Regione Lombardia ha una nuova legge urbanistica con il titolo “Legge per il governo del territorio”. La legge è maturata in un contesto di rilevanti cambiamenti istituzionali che spaziano dalle leggi sul riordinamento delle autonomie locali ai tre testi unici di più recente attuazione e alla riforma del titolo V ex legge 3/2001 che, introducendo il concetto di governo del territorio, sottolinea come a questo scopo collaborino più competenze, più strumenti e più soggetti pubblici e privati e come l’urbanistica sia una delle discipline, che partecipa alle trasformazioni del territorio.

La nuova legge urbanistica regionale n. 12/2005 introduce rilevanti novità per le aree agricole:

  • L’art. 9 identifica, tra i servizi urbani, la rete ecologica e il verde di connessione tra i sistemi insediativi e il sistema rurale (Piano dei servizi).
  • L’art. 10 stabilisce che sono compiti del Comune individuare le aree trasformabili, quelle non trasformabili e quelle da destinare all’agricoltura e stabilire la disciplina d’uso delle stesse (Piano delle regole).
  • L’art. 15 attribuisce al PTCP i compiti di: identificare gli “ambiti destinati all’attività agricola” e di definire i criteri per individuare a scala comunale le aree agricole, nonché le modalità per la valorizzazione, l’uso e la tutela.

Note importanti emergono anche dagli articoli:

  • Art. 1 in cui vengono definite le modalità di esercizio delle competenze spettanti alla Regione e agli enti locali nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento statale e comunitario, nonché delle peculiarità storiche, culturali, naturalistiche e paesaggistiche che connotano la Lombardia.
  • Art. 4 dove vengono trattati i temi degli impatti, delle mitigazioni e compensazioni
  • Art. 8 individuazione dei grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilita, le aree a rischio o vulnerabili, le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico-monumentale, e le relative aree di rispetto. I Siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l’assetto tipologico del tessuto urbano e ogni altra emergenza del territorio che vincoli la trasformabilità del suolo e del sottosuolo:
  • Art. 19 secondo cui il Piano territoriale regionale indica
  1. gli obiettivi principali di sviluppo socio-economico del territorio regionale, come espressi dal programma regionale di sviluppo e dal complesso della programmazione regionale di settore:
  2. il quadro delle iniziative inerenti alla realizzazione delle infrastrutture e delle opere pubbliche di interesse regionale e nazionale:
  3. i criteri operativi per la salvaguardia dell’ambiente, in relazione alle previsioni dei piani territoriali di coordinamento dei parchi regionali, della disciplina delle aree regionali protette e degli atti di regolamentazione e programmazione regionale e nazionale in materia di salvaguardia delle risorse idriche, geologiche, idrogeologiche, agro-forestali, ecologiche, della riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, dello smaltimento dei rifiuti:
  4. il quadro delle conoscenze delle caratteristiche fisiche del territorio.

Le novità sono maturate in un contesto di presa di coscienza dei valori del suolo agricolo ma anche di presenza di forti tensioni e contrasti con altre destinazioni d’uso. Vanno messe in evidenza alcune osservazioni relative al consumo del suolo:

  • l’intensa urbanizzazione dell’area metropolitana, che interessa l’intera fascia centrale del sistema collinare e della pianura della regione, e che genera contrasti d’uso, soprattutto nelle aree di pianura dove i territori sono più fertili;
  • la presenza di un sistema agroindustriale di grande valore di mercato, che insiste su un territorio altamente produttivo e che richiede di essere tutelato e valorizzato nella sua unitarietà di sistema rurale, attraverso approcci progettuali e non solo di misure di settore.

Mai come in questo momento, è importante che i tre diversi livelli, in cui si articola la politica agraria, siano compatti nell’impostazione e complementari negli interventi.

La politica agricola comunitaria deve assimilare i grandi cambiamenti in atto a livello internazionale ed definirli in forma adattabile con le esigenze e le aspettative dell’agricoltura europea; la politica agraria nazionale deve essere autrice e interprete degli indirizzi comunitari, affinché essi siano pienamente compresi e adeguatamente applicati; la politica agraria regionale deve rappresentare e soddisfare le esigenze di sviluppo delle realtà locali, attraverso un’azione che sia coerente con gli indirizzi provenienti dai livelli superiori e nel contempo rispettosa delle specificità riscontrabili a livello locale.

In Italia nell’ultimo decennio le costruzioni hanno sottratto all’agricoltura circa 2.800.000 Ha di suolo. Ogni anno si consumano 100.000 ha di campagna. L’Italia è il primo paese d’Europa per disponibilità di abitazioni, nonostante tutto, il suolo agricolo è sempre ritenuto potenzialmente edificabile. Ecco il motivo di questa Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE.

Al consumo di suolo contribuisce un sistema di infrastrutture molto esteso, soprattutto nelle aree di pianura. Malgrado questo sviluppo, nelle nostre regioni si registra un deficit infrastrutturale soprattutto per quanto riguarda le reti su ferro e la viabilità di transito più veloce. Oggi le infrastrutture richiedono sezioni più ampie e un maggior numero di connessioni con la rete esistente; spesso lo sviluppo di queste opere risulta più esteso della stessa tratta autostradale progettata.

L’approccio progettuale dei programmi insediativi e infrastrutturali deve essere sostenuto da un sistema di conoscenza che integri più fattori e più punti di vista. Il valore del paesaggio rurale è qualcosa di diverso e probabilmente di più complesso, sia dei paesaggi originari riconoscibili per i caratteri di naturalità che dei paesaggi agrari funzionali e generalmente semplificati. I fattori di maggior pregio rinviano alla biodiversità e si basano sul riconoscimento, da un lato, della multifunzionalità che le nuove politiche programmatiche agricole impongono al sistema rurale, dall’altro, del valore delle opere incorporate nel sistema rurale. I criteri di lettura e un progetto unitario devono mettere assieme più conoscenze e dedicarsi con attenzione a particolari rilevazioni e disposizioni che possono arricchire gli stessi approcci della tradizione urbanistica quali: la distanza delle coltivazioni rispetto alle canalizzazioni e ai fiumi, la pendenza e la forma degli argini, l’ampiezza dei bordi dei percorsi di servizio. Sono indicazioni che non devono tradursi in ulteriori vincoli ma in suggerimenti sostenuti da esempi di buone pratiche, quindi in un approccio ambientale intelligente che parta dalle esigenze di valorizzazione del sistema rurale e del suo sistema di conduttori aziendali.

In questo quadro si colloca il progetto “Val.Te.R. –Valorizzazione del Territorio Rurale” il cui scopo è quello di approfondire la conoscenza dei meccanismi e delle componenti che, laddove sollecitate, comportano la trasformazione e di stabilire opportuni criteri di valutazione che consentano un uso consapevole della risorsa rappresentata dal territorio agricolo. Il progetto Val.Te.R. è lo sviluppo di altri lavori promossi dalla Direzione Generale dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Lombardia quali: Sal.Va.Te.R, Salvaguardia e Valorizzazione del Territorio Rurale, finalizzato alla valorizzazione del territorio e del paesaggio rurale e all’orientamento della conoscenza dei loro meccanismi evolutivi; Osserva.Te.R, Osservatorio del Territorio Rurale, teso a riconoscere i tratti caratteristici del territorio agricolo e a raccontarli al pubblico attraverso schede tecniche e campagne illustrative; Linee Guida di pianificazione per un uso sostenibile del territorio rurale, documento che ha permesso il confronto con enti locali, associazioni di categoria, consorzi di bonifica per la condivisione degli obiettivi e dei criteri.

La Regione Lombardia ha prodotto documenti di riferimento per l’individuazione, ai sensi della Legge sul Governo del Territorio (l.r. 12/05), degli ambiti agricoli nei PTC provinciali.
Nello specifico si tratta dell’applicazione del metodo Metland (Metropolitan landscape planning model), elaborato a partire dal 1971 da un gruppo interdisciplinare di ricercatori dell’Università del Massachussets (USA), si basa sulle seguenti fasi:

  • determinazione della vocazione agricola;
  • definizione della destinazione agricola reale;
  • calcolo e determinazione del valore agroforestale del territorio.

Si vogliono integrare Metland e Valter in modo tale da poter ricostruire una base informativa che raccolga spunti provenienti da elaborazioni precedenti che si implementi con i PTCP alla luce della L.R. 12/2005.

Nella provincia di Mantova verranno individuati degli “Ambienti” in base ai caratteri dei suoli, successivamente sarà necessaria una trasposizione a livello locale, in questo modo sarà possibile costituire una serie di linee guida per i comuni in modo tale che l’agricoltura divenga un elemento da considerare nella stesura di un progetto; dovrà divenire una variabile avente peso rilevante.

In una realtà come quella mantovana, dove l’agricoltura ricopre un ruolo primario, sia nel contesto economico che in quello paesistico, si ritiene fondamentale intervenire in modo tale da salvaguardare i suoli; salvaguardia che comporterà ad una conseguente tutela ambientale.

Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE

Indice della tesi

  1. Lo spazio rurale e le aree destinate all’agricoltura
  2. L’innovazione legislativa come opportunità
  3. Il caso di Mantova
  4. Gli strumenti di pianificazione e di conoscenza del territorio
  5. Nuovi strumenti per lo sviluppo del territorio
  6. Dalla visione di area vasta alla scala locale: il comune di Goito
  7. Linee guida progettuali relative alle trasformazioni future riguardanti il territorio del comune di Goito
  8. Conclusioni
tesi pianificazione territoriale
Il territorio rurale produttore di valori per la costruzione di un sistema degli spazi aperti
Il caso della provincia di Mantova

By pjhooker

Tutti mi chiamano "uomo del gis" ... i software così detti GIS (Geographic information system) hanno accompagnato il mio percorso di studi universitario, fin dalle prime elaborazioni, quando mi fecero calcolare la lunghezza di una pista ciclabile e l'area di un bosco ... per un po' di mesi, mi chiedevo perché non mi facevano usare il mio amato AutoCad, visto che lo usavo già da 3-4 anni ... ma poi ho capito la differenza ... e tutto cambiò!

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