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duplicate adjacent vertex

Regione Lombardia – Guida ai controlli delle forniture Piani di Governo del Territorio

GUIDA AI CONTROLLI SUGLI SHAPEFILE

Controllo 8: assenza degenerazione. Ogni anello non ammette vertici adiacenti identici (considerando tutte le coordinate previste dal tipo) . I record errati sono elencati nella sottosezione “analisi dei valori dei tipi geometrici” e sono classificati col tipo errore “duplicate adjacent vertex”.

VIDEO: https://youtu.be/RUk-z5ZECeA

Nel “report analitico” prodotto come risposta alla consegna per i “controlli preventivi” sugli shapefile, alla voce QUALITÀ GEOMETRICA: Analisi dei valori dei tipi geometrici, vengono elencati le geometrie, secondo il CODICE IDENTIFICATIVO, dove sono presenti gli errori. In questo post, trattiamo quelli contrassegnati con: duplicate adjacent vertex.

La prima idea che mi è venuta è semplificare le geometria, per andare ad eliminare i vertici “troppo vicini”; non avendo trovato un plug-in adatto per QGis, sono passato subito a PostGIS. Il passaggio a PostGIS (non vedevo l’ora), è stato necessario anche per il fatto che, il tool di QGis (v 2.0.1) vector -> geometry tools -> check geometry validity non mi dava errore sulla geometria segnalata dalla Regione.

Come faccio ad individuare questi punti “molto vicini” duplicate adjacent vertex ?

L’operazione che seleziono è quella di estrarre i nodi dai poligoni, etichettarli e vedere le etichette che si aggregano sopra i punti: se ne trovo più di una, vuol dire che li ci sono più punti molto vicini.

Altri metodi

  • utilizzare il plug-in di QGis (installato di default v 2.0.1) vector -> geometry tools -> extract nodes
  • utilizzare ST Simplify e mediante la seguente Stringa SQL, verificare la tolleranza accettabile per eliminare i DAV. Contro serve solo come output finale per la Regione, ma non ti permette di indiduare i vertici da sistemare nella geoimetria originale.

find duplicate adjacent vertex whit ST_SnapToGrid e ST_NPoints

Occhio a non semplificare troppo!

Risorse

 

 

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Idee e progetti

Il ruolo del GIS per PGT – parte 6

Parte 5 >>

Fase 2 – Raccolta dei dati

Questa fase consiste in una serie di rilevamenti sul campo mediante metodologie usate nella pianificazione territoriale e ricava sicuramente un beneficio in termini di tempo con una rilevazione controllata di tutto il comune, fattibile anche attraverso il contributo dei cittadini. Questa metodologia è da consolidare e da applicare ai futuri aggiornamenti effettuabili impiegando risorse interne, coinvolgimendo i cittadini o dei semiprofessionisti tramite bandi o concorsi. I rilevamenti previsti sono:

  • rilevamento fotografico e compilazione di schede di tutto l’edificato;
  • rilevamento delle reti tecnologiche e della viabilità;
  • rilevamento degli edifici pubblici e schedatura dei dati dimensionali;
  • rilevamento tramite foto ravvicinate a volo d’uccello.

In questa fase il GIS entra in gioco a vari livelli ed in varie funzioni:

  • i rilevatori devono seguire le indicazioni del percorso mediante il metodo della navigazione assistita;
  • allo stesso tempo si svolge la navigazione traccia effettivamente dove e quando si è passati nei vari punti, sincronizzando le foto al percorso, per restituire l’esatta immagine all’edificio rilevato;
  • si possono registrare i commenti dei rilevatori, che essendo preparati a percepire le difformità del territorio che andranno a rilevare, andranno a descrivere ogni eventuale “anomalia”;
  • il lavoro di ufficio prevede l’inserimento nel GIS di tutte le informazioni raccolte, con la verifica “a caldo” dei dati rilevati; il GIS viene preparato all’inserimento dei dati in modo tale da non necessitare di alcuna competenza in campo GIS da parte dell’operatore. In questo contesto riveste importanza l’investimento in tecnologia che si vuole effettuare. In alternativa può anche essere prevista una schedatura degli edifici a mano con seguente trascrizione, sempre attraverso metodi di facile uso;
  • più particolareggiata è la procedura con la ripresa aerea, per la quale il GIS è necessario a stabilire la rotta esatta da poter riprendere nello stesso modo nelle operazioni future, pianificarla e correggerla, georefereziare le foto aeree, localizzare punti di particolare interesse da riprendere con maggior frequenza, come cantieri, aree di dissesto idrogeologico, piantumazioni, ecc.

Parte 7 >>

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HOW TO QGIS: gestione dei retini + SVG

Creare stili con retini personalizzati; la nuova versione della simbologia introduce la possibilità di creare retini molto personalizzati, sia con riempimento lineare che con simboli; la varietà offerta dalla simbologia tramite file SVG, non è da sottovalutare … basta usare InkScape!

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HOW TO Postgres/PostGIS: caricare gli shapefile nel database

Sempre con la mitica OSGeoLIVE, in 10 minuti vi mostro come convertire/caricare gli odiosi shapefile nel database opensource più potente. Due i modi: quella obsoleta con SPIT e quella più recente (consigliata) con DBManager. Guardate fino alla fine il video, perchè ci sarà un esempio pratico sulle possibilità offerta adottando questa soluzione. Happy Mapping!

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HOW TO QGIS e POSTGIS: polyline to point

Convertire una linea o una polilinea è un operazione ormai semplice con i software GIS. Ho notato però che utilizzando il plug-in caricato in default in QGis, chiamato “estrai vertici” crea una geometria puntuale soltanto con l’ID della linea. Sarebbe più opportuno che oltre a questo ID ci fosse anche un numero progressivo che aumenta correlato alla direzione della linea. Tramite PosGIS (ST_DumpPoints) questo accade. Vi spiego in questo video come fare entrambi i procedimenti.
Un altro interessante “tips & tricks” è quello di aggiungere un [unique ID to that view] mediante ROW_NUMBER(), spiegato alla fine. Tutto questo è possibile con OSGeo-LIVE.

HOW TO QGIS e POSTGIS: polyline to point

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How to Quantum Gis: file txt, TIN e curve di livello

Caricare un file txt di punti quotati, creare un TIN e estrarre le curve di livello

[wc_button type=”primary” url=”https://youtu.be/ljkm3Ew3d4w” title=”How to Quantum Gis: file txt, TIN e curve di livello ” target=”self” position=”float”]Guarda video[/wc_button]

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Come georeferenziare una mappa del rilievo in campo con QGis

Esempio di estrazione mappa, simulazione rilievo panchine e georenferenziazione degli appunti

[wc_button type=”primary” url=”https://youtu.be/ZOtL2zpIrIc” title=”Come georeferenziare una mappa del rilievo in campo con QGis” target=”self” position=”float”]Vai al video[/wc_button]

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Come caricare un dwg/dxf in QGis, convertirlo in shapefile e tematizzarlo

Per completare l’esercitazione n°2 è necessario solo il software QuantumGIS. Qui trovate tutti i passaggi per l’esercizio:

  • carica il DXF
  • proietta su WGS84 e accendi GoogleMap
  • trasformalo in shapefile
  • converti le polinee degli edifici in poligoni
  • dai una categoria diversa agli edifici
  • colora gli edifici in base alla categoria
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Idee e progetti

Quantum GIS, io lo uso e ve lo presento

Quantum GIS (QGIS) è un client GIS Desktop user friendly ed open-source per la gestione, visualizzazione, modifica, analisi di dati geografici e per la composizione di mappe per la stampa. Fornisce potenti funzionalità analitiche grazie all’integrazione con GRASS. QGIS funziona su Linux, Unix, Mac OSX e Windows e supporta formati di dati vettoriali, raster ed i database.

Perchè ho scelto Quantum GIS?

Con la mia professione di Pianificatore territoriale, fin dai primi anni universitari, ho sempre imaprato a ragionare sulle mappe. Il percorso, comune a molte persone che ho incontrato nelle attività lavorative, è il passaggio dai software CAD ai GIS. L’approccio avuto con ArcView 3.0, forse ha inciso nella mia carriera, la volontà di voler sempre qualcosa di più, che ha avuto un picco nel passaggio ad ArcGIS 8.0 e sopratutto alla versione 9. Da qui il crollo emotivo dovuto principlamente alla mancanza di novità e alla eccessiva mistificazione di tools, che ancora oggi non so ancora a cosa servino. Non mi ricordo il giorno preciso, sicuramente pioveva (visto che mi piace la pioggia), ma l’emozione di scoprire cose nuove, mi era ritornata. Proprio come quando tutti avevano il Nokia e arrivavano i primi smartphone, troppo ampio il salto generazionale, così esemplifico i miei primi impatti con Quantum GIS. Certo c’erano non pochi problemi da affrontare: tutti i progetti salvati in MXD; metodi e plugin, non ugualmente sviluppati o con logiche diverse; rete professionale che si scambia file progetto e shapefile; continue consegne; ma soprattutto, correva la voce nei vari forum, che su Linux, Quantum Gis era tutto un’altra cosa.

In quel periodo, PC Professionale era il mio giornale preferito e da qualche mese, leggevo sempre più articoli dal titolo “Virtualizzazione“, non ne ho mai letto uno fino in fondo. Se adesso penso che un doppio monitor e VirtualBox, mi hanno aperto la strada a ciò che ho imparato fino adesso, è difficile da raccontare, ma sarebbe anche noioso.

Solo un risultato però è importante e lo racconterò in un prossimo articolo: un PGT fatto completamente con software open source.

Quantum GIS è definito un “Desktop GIS“, di tipo generico col quale si possono effettuare visualizzazioni, modifiche e analisi sui geodata, direttamente dal desktop (installazione sul proprio PC); in questa categoria esistono diverse alternative, le quali si differenziano principalmente per il tipo di licenza con cui sono distribuiti. Un elenco abbastanza completo preso dalla presentazione GIS più diffusi di Paolo Zatelli:

[zee_columns]

[zee_column size=”6″ id=”column1″]Free Software/Open Source

  • Quantum GIS (QGIS)
  • GRASS GIS
  • gvSIG Desktop
  • uDig – User-friendly Desktop Internet GIS
  • Kosmo Desktop
  • OpenJUMP GIS
  • SAGA
  • MapWindows GIS
  • ILWIS

[/zee_column]

[zee_column size=”6″ id=”column2″]Proprietari

  • ESRI ArcGIS (ArcView, ArcEditor, ArcView)
  • Intergraph Geomedia
  • Autodesk AutocadMap
  • MapInfo
  • Ermapper

[/zee_column]

[/zee_columns]


Quantum GIS - costruzione grafo stradale e verifica errori larghezze codice strada

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Idee e progetti

GIS nella pianificazione territoriale

L’attuale assetto dell’ambiente è frutto di un continua modificazione del territorio, nella sua conformazione fisica ed infrastrutturale, per un processo di adattamento costante determinato dall’azione congiunta di fattori naturali e antropici. Ponendo le basi sugli indirizzi programmatici in materia di ambiente indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori del territorio e delle regole per il loro governo”, in questo tema si svilupperanno lavori che pongono l’accento su strumenti e metodi di pianificazione e governo del territorio e dell’ambiente, con particolare riferiemnto ad aree di particolare interesse ambientale. In quest’ottica, saranno inquadrati gli strumenti di pianificazione e le procedure metodologiche da utlizzare nei processi di gestione delle risorse ambientali, per favorire una visione innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche proprie dell’ambiente.

Nuovi strumenti e metodologie per il governo dei valori territoriali

Utilizzando da tempo i GIS, viene sempre più spontaneo chiedersi quale sia il reale valore aggiunto che questi strumenti hanno, quando si deve progettare il territorio sia ambientalmente, sia economicamente, che socialmente, giusto per riprendere le sfere dello sviluppo sostenibile, con cui attuare/monitorare la pianificazione del territorio.

Il GIS, può essere inteso come un sistema informativo legato alla geografia, che però generalizziamo, cercando di passare ad un gruppo superiore, tralasciando alcune specifiche legate alla geografia e alla geometria della Terra, si può intendere la geografia, come l’interpretazione di un oggetto nello spazio, passando così ad una terminologia di questo gruppo, quale Sistema Informativo Spaziale.

Così il GIS e la pianificazione territoriale, si trovano concettualmente inscindibili, perchè il governo dei valori territoriali risulta prima di tutto un complesso meccanismo dinamico, che una possibilità di semplificazione dei processi e l’individuazione delle regole intrisiche con cui si evolve, porta ad una maggior comprensione del funzionamento e delle tendenze, da parte di tutti i livelli di preparazione degli attori interessati; questi sono soggetti a dover prendere decisioni, basandosi sul sistema di informazioni, ma anche sul regolamentare sia i valori territoriali, che le metodologie di acquisizione dei dati e la restituzione delle informazioni.

Un concetto che dovrebbe essere sempre chiaro, non tanto per la sua ovvia importanza, ma per la struttura del processo logico che avviene è che bisogna differenziare i dati dalle informazioni, per cui i primi sono fondamentali per le seconde, inquanto queste sono definite come un processo di elaborazione dei primi, infatti tutti tutti i giorni elaborano dati e formulano informazioni, che a loro volta si trasfomrmano in dati per dare altre informazioni, a volte comunque i dati producono ulteriori dati, spesso gestiti da sistemi appositi, ma ciò che fa la differenza è che la quantità di dati è n volte superiore alla quantità di informazioni.

Una delle più importanti regole che l’esperienza sul tema, ha portato a riflettere, soprattutto a livello nazionale ed internazionale è quello di standardizzare la struttura dei dati, non che la loro elaborazione e la restituzione; la struttura però è l’oggetto più studiato, perché costituisce la base su cui procedere per il resto del lavoro e non esiste ottimizzazione se non viene incluso nel processo la fase di standardizzazione dei dati di partenza.

Queste idea presuppone inoltre si ha un buon livello di partenza per qualsiasi progetto, quanto più sono i dati disponibili e che questi vanno costantemente incrementati con tutto ciò che viene generato nelle vari fasi.

Generalmente a seguito e attorno a questa prima fase, vengono sviluppati parallelamente diversi processi, quali la condivisione, la redazione di relazione e rapporti, nonchè le mappe geografiche e non; questo bagaglio accompagna i professionisti in giro dai vari attori, ma anche semplicemente dai cittadini di un determinato territorio, con però un unico scopo, cioè quello di governare i valori territoriali.

Un semplice incontro tra diversi attori, con un GIS a portata di mano, può trasportare un bagaglio di informazioni veramente ampio, se necessario, visto che sfruttando al massimo le regole di standardizzazione dei contenuti (non solo dei dati), anche molto personalizzate, evita, tra l’altro di occupare spazio inutile, ma sopratutto (visto che tanto di spazio in tasca equivale anche a 1Tb), velocizzare anche con dispositivi ultramobili, il risultato/informazione che più serve in quel preciso momento; nell’incontro mentre si ragiona, si pensa e si decide il GIS non ha la funzione di contorno, ma deve essere il protagonista e sicuramente bisogna famigliarizzare il più possibile con questo strumento potente, in modo da inserire tutti i nuovi dati/informazioni generati nell’incontro. Un ulteriore approccio che caratterizza un uso specialistico dei GIS, che però mediante opportune fasi formative e complessivamente maturando esperienza, vede i GIS nella veste di creatore di scenari, con cui simulare le trasformazioni e prendere così decisioni sempre più adeguate o meglio trasparenti, ricorrendo alla logica che il soggetto decisore ha probabilità di fare la scelta migliore, proporzionalmente alla quantità di dati posseduta.

Il GIS però rimane e rimarra sempre un software, che parte da una base geograficamente adatta a studiare il territorio, perchè si basa sull’entità geometrica, sull’attributo associato e le regole di composizione, gli elementi che però fanno la differenza, sopratutto per la scelta o le scelte di quali software usare, è valutata dai modelli di dati ed elaborazioni che ognuno possiede; se infatti restiamo nel campo dei GIS desktop non commerciali, ci troviamo a dovere utilizzare anche 5 GIS conteporaneamente, cosa (non solo positiva) alcuni software commerciali, possono risolvere, magari però ponendo attenzione ai modelli più comunemente utilizzati.

I cosidetti modelli/strumenti di geoprocessing, che ormai sono presenti in tutti i GIS più “sviluppati”, danno una molteplicità di risultati praticamente infinita, come per esempio l’union, che prima di tutto può sostituire gli altri quali il clip, interesect, erase, che insieme al buffer, può generare risultati adatti a interrogare il territorio in maniera profonda e multidimensionale.

Questi modelli/strumenti principalemente, oltre al geoprocessing, si possono dividere tra la gestione ed interrogazione degli oggetti geometrici e quelli che si appoggiano all’analisi statistica. Una terza tipologia di strumenti punta a sviluppare la parte di visualizzazione tridimensionale (interessante anche l’introduzione della dimensione tempo) e la discretizzazione dei dati geometrici, che punta ad avere delle entità più facilmente analizzabili dai modelli/strumenti della seconda tipologia, quelle statistico-analitici.

esempio GIS