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Lezioni

Per passare a modalità “full-resolution”

Nel menù della macchina virtuale andate su

dipositivi > inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions …

inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions

  • si apre in automatico l’esplora risorse, che potete chiudere
  • adesso aprite il terminale. Per aprirlo andate nel menù start del sistema operativo virtualizzato e trovate terminal o emulatore di terminale

apri terminale osgeo xubuntu

Nel terminale dovete scrivere:

sudo /media/user/VBOXADDITIONS_5.0.0_101573/autorun.sh

da notare che

  • user deve essere cambiato con il nome utente che avete dato durante l’installazione che può essere osgeo o osgeo8 o pjh …
  • mentre la versione _5.0.0_101573 cambia con l’aggiornamento del software virtualbox

un trucchetto, decisamente consigliato da usare è l’uso del tasto TAB; infatti in linux, ma non solo, se iniziate a scrivere qualcosa tipo /me e poi schiacciate il tasto TAB, completarà automaticamente la scritta; nel caso in cui ci sono più nomi che iniziano con me (tipo media e mentos), alla prima pressione del tasto tab, non succede niente, ma se provate a schiacciare due volte, vi appare l’elenco delle parole che iniziano con me

uso del tab in linux

  • a questo punto si avvia una finestra che install le GuestAdditions
  • alla fine riavviate e lo schermo sarà “fullscreen”

Nel caso questa procedura non funziona, in alternativa provate in questo modo:

  • aprire il terminale
  • digitare prima:
  • sudo apt-get install build-essential linux-headers-$(uname -r)
  • vi chiede la password e dovete digitare la password scelta (quella che vi permette di accedere all’inizio)
  • vi chiede se procedere S/n non scrivete niente e schiacciate solo il tasto invio
  • finita questa installazione, digitare:
  • sudo apt-get install virtualbox-ose-guest-x11
  • vi chiede ancora se procedere S/n non scrivete niente e schiacciate solo il tasto invio
  • riavviate
  • andate nel menù Settings-> ARandR
  • si apre un nuovo programma e andate su Output->VBox e settate la risoluzione massima che vi propone

Problemi? mi collego e provo a farlo.

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Map tutorial

JOSM, il più diffuso editor per i dati di OSM

Tra gli altri questo software che si installa sul PC permette di editare i dati di OSM. In questo esercizio effettuo lo scaricamento di un’area, una modifica e il caricamento della mia modifica.

Ricordatevi di inserire il commento alla modifica!

PRO:
– editor intuitivo e deidicato a fare questo
CONTRO:
– interfaccia grafica inusuale


[wc_image attachment_id=”4411″ size=”” title=”JOSM, il più diffuso editor per i dati di OSM ” alt=”JOSM, il più diffuso editor per i dati di OSM ” caption=”” link_to=”post” url=”https://youtu.be/-3NVysbpTro” align=”none” flag=”Play video” left=”” top=”” right=”0″ bottom=”20″ text_color=”” background_color=”” font_size=”” text_align=”center” flag_width=””][/wc_image]

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Map tutorial

Merkaartor, un altro editor per Open Street Map

Insieme all’EditorID e a JOSM, anche questo software mi permette di editare i dati di OSM. In questo esercizio effettuo lo scaricamento di un’area, una modifica e il caricamento della mia modifica. Ricordatevi di inserire il commento alla modifica!

PRO:
– caricamento diretto degli stili di mappa (non solo wreframe)
CONTRO:
– non sono riuscito a caricare le mappe di Bing da ricalcare


[wc_image attachment_id=”4405″ size=”” title=”Merkaartor, un altro editor per Open Street Map” alt=”Merkaartor, un altro editor per Open Street Map” caption=”” link_to=”post” url=”https://youtu.be/9JnBCggfl-k” align=”none” flag=”Guarda video” left=”” top=”” right=”0″ bottom=”20″ text_color=”” background_color=”” font_size=”” text_align=”center” flag_width=””][/wc_image]

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Map tutorial

How to Quantum Gis: file txt, TIN e curve di livello

Caricare un file txt di punti quotati, creare un TIN e estrarre le curve di livello

[wc_button type=”primary” url=”https://youtu.be/ljkm3Ew3d4w” title=”How to Quantum Gis: file txt, TIN e curve di livello ” target=”self” position=”float”]Guarda video[/wc_button]

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Map tutorial

OSGEO: Apro la virtual machine e carico gli shapefile

Dopo aver preparato la Virtual Machine OSGeo, la possiamo avviare, aprire il programma QuantumGIS, scaricare i file dal Geoportale della Regione Lombardia, caricare i file in QGis, salvare e dopo avere compresso la cartella di lavoro (spazio lavoro) caricare in Google Drive e DropBox (20140530 corso gis lezione 1 ex1)

[wc_button type=”alert” url=”https://youtu.be/KFoUSdyipJ4″ title=”OSGEO: Apro la virtual machine e carico gli shapefile ” target=”self” position=”float”]Guarda video tutorial[/wc_button]

Corso GIS: L1E1) Apro la virtual machine e carico gli shapefile

  • Download dati
  • Cartella progetto
  • Apro QGis
  • Apro shapefile con QGis
  • Salva Chiudi Riapri Colora
  • Upload progetto
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Idee e progetti

GIS nella pianificazione territoriale

L’attuale assetto dell’ambiente è frutto di un continua modificazione del territorio, nella sua conformazione fisica ed infrastrutturale, per un processo di adattamento costante determinato dall’azione congiunta di fattori naturali e antropici. Ponendo le basi sugli indirizzi programmatici in materia di ambiente indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori del territorio e delle regole per il loro governo”, in questo tema si svilupperanno lavori che pongono l’accento su strumenti e metodi di pianificazione e governo del territorio e dell’ambiente, con particolare riferiemnto ad aree di particolare interesse ambientale. In quest’ottica, saranno inquadrati gli strumenti di pianificazione e le procedure metodologiche da utlizzare nei processi di gestione delle risorse ambientali, per favorire una visione innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche proprie dell’ambiente.

Nuovi strumenti e metodologie per il governo dei valori territoriali

Utilizzando da tempo i GIS, viene sempre più spontaneo chiedersi quale sia il reale valore aggiunto che questi strumenti hanno, quando si deve progettare il territorio sia ambientalmente, sia economicamente, che socialmente, giusto per riprendere le sfere dello sviluppo sostenibile, con cui attuare/monitorare la pianificazione del territorio.

Il GIS, può essere inteso come un sistema informativo legato alla geografia, che però generalizziamo, cercando di passare ad un gruppo superiore, tralasciando alcune specifiche legate alla geografia e alla geometria della Terra, si può intendere la geografia, come l’interpretazione di un oggetto nello spazio, passando così ad una terminologia di questo gruppo, quale Sistema Informativo Spaziale.

Così il GIS e la pianificazione territoriale, si trovano concettualmente inscindibili, perchè il governo dei valori territoriali risulta prima di tutto un complesso meccanismo dinamico, che una possibilità di semplificazione dei processi e l’individuazione delle regole intrisiche con cui si evolve, porta ad una maggior comprensione del funzionamento e delle tendenze, da parte di tutti i livelli di preparazione degli attori interessati; questi sono soggetti a dover prendere decisioni, basandosi sul sistema di informazioni, ma anche sul regolamentare sia i valori territoriali, che le metodologie di acquisizione dei dati e la restituzione delle informazioni.

Un concetto che dovrebbe essere sempre chiaro, non tanto per la sua ovvia importanza, ma per la struttura del processo logico che avviene è che bisogna differenziare i dati dalle informazioni, per cui i primi sono fondamentali per le seconde, inquanto queste sono definite come un processo di elaborazione dei primi, infatti tutti tutti i giorni elaborano dati e formulano informazioni, che a loro volta si trasfomrmano in dati per dare altre informazioni, a volte comunque i dati producono ulteriori dati, spesso gestiti da sistemi appositi, ma ciò che fa la differenza è che la quantità di dati è n volte superiore alla quantità di informazioni.

Una delle più importanti regole che l’esperienza sul tema, ha portato a riflettere, soprattutto a livello nazionale ed internazionale è quello di standardizzare la struttura dei dati, non che la loro elaborazione e la restituzione; la struttura però è l’oggetto più studiato, perché costituisce la base su cui procedere per il resto del lavoro e non esiste ottimizzazione se non viene incluso nel processo la fase di standardizzazione dei dati di partenza.

Queste idea presuppone inoltre si ha un buon livello di partenza per qualsiasi progetto, quanto più sono i dati disponibili e che questi vanno costantemente incrementati con tutto ciò che viene generato nelle vari fasi.

Generalmente a seguito e attorno a questa prima fase, vengono sviluppati parallelamente diversi processi, quali la condivisione, la redazione di relazione e rapporti, nonchè le mappe geografiche e non; questo bagaglio accompagna i professionisti in giro dai vari attori, ma anche semplicemente dai cittadini di un determinato territorio, con però un unico scopo, cioè quello di governare i valori territoriali.

Un semplice incontro tra diversi attori, con un GIS a portata di mano, può trasportare un bagaglio di informazioni veramente ampio, se necessario, visto che sfruttando al massimo le regole di standardizzazione dei contenuti (non solo dei dati), anche molto personalizzate, evita, tra l’altro di occupare spazio inutile, ma sopratutto (visto che tanto di spazio in tasca equivale anche a 1Tb), velocizzare anche con dispositivi ultramobili, il risultato/informazione che più serve in quel preciso momento; nell’incontro mentre si ragiona, si pensa e si decide il GIS non ha la funzione di contorno, ma deve essere il protagonista e sicuramente bisogna famigliarizzare il più possibile con questo strumento potente, in modo da inserire tutti i nuovi dati/informazioni generati nell’incontro. Un ulteriore approccio che caratterizza un uso specialistico dei GIS, che però mediante opportune fasi formative e complessivamente maturando esperienza, vede i GIS nella veste di creatore di scenari, con cui simulare le trasformazioni e prendere così decisioni sempre più adeguate o meglio trasparenti, ricorrendo alla logica che il soggetto decisore ha probabilità di fare la scelta migliore, proporzionalmente alla quantità di dati posseduta.

Il GIS però rimane e rimarra sempre un software, che parte da una base geograficamente adatta a studiare il territorio, perchè si basa sull’entità geometrica, sull’attributo associato e le regole di composizione, gli elementi che però fanno la differenza, sopratutto per la scelta o le scelte di quali software usare, è valutata dai modelli di dati ed elaborazioni che ognuno possiede; se infatti restiamo nel campo dei GIS desktop non commerciali, ci troviamo a dovere utilizzare anche 5 GIS conteporaneamente, cosa (non solo positiva) alcuni software commerciali, possono risolvere, magari però ponendo attenzione ai modelli più comunemente utilizzati.

I cosidetti modelli/strumenti di geoprocessing, che ormai sono presenti in tutti i GIS più “sviluppati”, danno una molteplicità di risultati praticamente infinita, come per esempio l’union, che prima di tutto può sostituire gli altri quali il clip, interesect, erase, che insieme al buffer, può generare risultati adatti a interrogare il territorio in maniera profonda e multidimensionale.

Questi modelli/strumenti principalemente, oltre al geoprocessing, si possono dividere tra la gestione ed interrogazione degli oggetti geometrici e quelli che si appoggiano all’analisi statistica. Una terza tipologia di strumenti punta a sviluppare la parte di visualizzazione tridimensionale (interessante anche l’introduzione della dimensione tempo) e la discretizzazione dei dati geometrici, che punta ad avere delle entità più facilmente analizzabili dai modelli/strumenti della seconda tipologia, quelle statistico-analitici.

esempio GIS

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Idee e progetti

Un geodatabase per la Pianificazione territoriale comunale

Un geodatabase per la Pianificazione territoriale comunale: laureando in Pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale, dal 2003 al 2007, ho appreso la naturale evoluzione della gestione delle informazioni territoriali, mediante sistemi informatici, comunemente raggruppati sotto il termine di GIS (Geographic information system) o SIT (Sistemi informativi territoriali) che varie scuole di pensiero, tendono a volte a differenziare, ma altre a considerarli sinonimi. Penso che questo sia un compito in stile Wikipedia, da affrontare come discussione, proprio nelle sue pagine e quindi tralascio ulteriori commenti.

Ciò che invece vorrei illustrare in questo articolo è la mia esperienza che insieme a vari team di professionisti, ho sviluppato sul campo, portando dei risultati più che sufficienti a dimostrare che lo schema di geodatabase che ho perfezionato può essere applicato ad ogni Piano di governo del territorio ed essere una base consolidata per apportare ulteriori sviluppi.


Il livello di maturazione di questo schema di geodatabase è frutto di uno accurato studio dei diversi sistemi per l’archiviazione dei dati territoriali ed elaborazioni connesse, da cui ho preso riferimento ed unito le caratteristiche più funzionali di ognuno di essi.

Le banche dati su cui ho lavorato principalmente sono quelle fornite dalla Regione Lombardia, che dall’anno 2000, con la conversione in vettoriale della CTR del 1994 (Carta tecnica regionale), ha prodotto una buona banca dati territoriale. Per citare le più utilizzate, sono state oggetto dei miei studi, la base informativa pedologica, quella della pianura sui beni ambientali, il censimento del patrimonio rurale della Provincia di Milano, i Piani territoriali di coordinamento provinciale, il MISURC e il DUSAF.

Questi ultimi due hanno introdotto molti aspetti tuttora sotto-utilizzati: il primo, che si tratta di un sistema di raccolta di tutta la pianificazione comunale, è costituito da un geodatabase che raccoglie una numerosa quantità di informazioni, ma purtroppo, sembra che è stato abbandonato, in vista dei nuovi sistemi utilizzati dalla Regione, per la raccolta dei dati (come l’obbligo degli incaricati del PGT alla consegna) relativi al PGT, che però rispetto al MISURC, è decisamente riduttivo; il secondo è un progetto interessante, soprattutto dal punto di vista degli aggiornamenti, essendo arrivati alla 5a versione, in cui si cerca sempre di più di avvicinarsi a standard europei, più precisamente al progetto INSPIRE.

Svolgendo un’attività professionale, non di ricerca, ma applicata sul campo, ho sempre cercato di appoggiarmi agli schemi predefiniti, ma il livello di conoscenza, acquisito dal mio percorso di studi, mi ha portato spesso a pretendere di più di quanto offerto, o comunque intuire ciò che questi sistemi prevedevano di offrire.

Con questo articolo,  illustrativo, intendo spiegare la teoria del mio prodotto, perchè il vero gap del mio progetto è la documentazione descritta in modo dettagliato, che non ho mai avuto il tempo di fare. Vorrei così aprire una discussione, che porta gli interessati a collaborare per creare insieme questa documentazione, perchè penso che sia una valore indispensabile, unico modo per poter evolvere questo metodo.

Esempio PGT con geodatabase

Lo schema del geodatabase

Una breve descrizione dello schema del geodatabase, dovrebbe servire a chiarire fin da subito di cosa si tratta, soprattutto ai meno esperti di GIS, visto che la Pianificazione territoriale, risulta essere una materia con varie sfaccettature, che usa diversi strumenti, ma sempre più spesso i GIS sono il filo conduttore. I così detti shapefile, che prefisco chiamare entità geometriche o semplicemente features, sono ridotti al minimo indispensabile e la parte costituita da poligoni è ridotta a soli 2: gli edifici e le destinazioni d’uso; altri features principali, di tipo lineare, per essere pronti ad analisi specifiche di rete, sono quelle dei corsi idrici, della rete dei sottoservizi e quella stradale; mentre gli elementi puntuali sono maggiormente divisi in diversi features, sia per comodità, sia per motivi di sviluppo in quanto poco significativi in termini di analisi per la pianificazione comunale. Ciò che risultano numerose sono le tabelle, visto che contengono molte informazioni, derivanti da fonti diverse, che si preferisce tenere separate anche solo per la diversità della denominazione delle colonne; una ulteriore massiccia elaborazione viene fatta su queste tabelle per ottimizzare la gestione col sistema GIS/geodatabase.

In questa breve descrizione è necessario specificare gli “attrezzi” per la gestione di questa mole di dati. Mi definisco un Geografo che ha studiato la Pianificazione territoriale e ho studiato veramente poco i linguaggi di programmazione, quindi mi scuso anticipatamente sulla semplificazione e banalizzazione che sicuramente incappo nella seguente descrizione del sistema che utilizzo, ma tutto sommato è ciò che mi trovo davanti quando mi siedo alla mia scrivania e cerco di descriverlo a modo mio. La scelta è ricaduta su un database Postgres con estensione geografica PostGis. Questo, utilizzato su sistemi operativi Linux, permette di accedere ai dati archiviati, in modo molto agevole con i software GIS come QGis e gvSig, mentre la gestione grafica del database è affidata al software pgAdmin o phppgAdmin. Avendo a disposizione proprio questo database, lo sviluppo web, oltre ad essere ready to use, permette di ampliarlo all’infinito, con una conoscenza di programmazione base, in modo immediato e piuttosto semplice, sia dalla parte di diffusione dei dati come servizio web, utilizzando Geoserver e Mapserver, sia per la creazione di interfacce di visualizazzione, interrogazione e modifica dei dati, sfruttando le potenzialità offerte dal linguaggio PHP.

I features che voglio riportare, essendo i principali elementi che permettono di gestire quasi la totalità di un PGT sono:

  • pg_destinazioni

  • pg_edifici

  • pl_viabilita

  • pl_aerofotogrammetrico

Ognuno di questi features ha funzioni specifiche, ruoli ben precisi e al loro interno (le tabelle associate alle geometrie) contengono informazioni codificate che coprono la panoramica delle richieste che la Pianificazione territoriale si attende. La regolarità geometrica unita alla topologia delle forme è fondamentale, mentre la moltiplicazione della segmentazione, che ha sempre portato problemi nella restituzione grafica, ha molta libertà, visto che la scelta di PostGIS, risolve anche questi problemi, senza moltiplicare i features per ogni esigenza o comunque è fatto in automatico attraverso regole.

Questo sistema complesso è tenuto insieme da regole e lo sviluppo continuo, si basa proprio sulla semplificazione di procedure e processi, ricercando continuamente regole, che permettono di consolidare le diverse parti, i così detti geoprocessing e spatial analyst.

La differenza in termini di gestione del territorio, tra i 4 features, è data da pg_destinazioni, perché a differenza degli altri, questo è costituito da un sandwich di informazioni, mentre gli altri, compresi quelli minori non citati in questo elenco perché non principali, tengono insieme anch’essi molti dati, ma provenienti dallo stesso oggetto: gli edifici hanno la componente strutturale, quella documentale, quella immobiliare e quella tipologica; così le strade e tutti gli elementi che costituiscono l’aerofotogrammetrico. Mentre pg_destinazioni è considerato un sandwich perché si sovrappongono vincoli, dati catastali, destinazioni d’uso, uso effettivo del suolo, azzonamento ed è l’unico riferimento per contare in modo preciso le aree su tutto il territorio comunale, dove si appoggiano sia gli altri 3 features, sia tutti i features non principali.

Questo ci porta a considerare la logica di relazione tra le geometrie, agevolata da PostGIS. Un edificio è posizionato su un’area di territorio, che è attraversata da diverse strade; una area, essendo identificata in modo preciso, è confinante con un’altra area, dove ci sono altri edifici e altre tipologie d’uso e altre strade; in questo modo posso così calcolare la disponibilità di servizi, tipo parcheggi e aree verdi, le attrezzature con cui è costruita la strada, tipo spartitraffico e marciapiedi, il numero virtuale in base al volume degli abitanti insediabili e le potenzialità dell’area ad ospitare nuove volumetrie; tutto questo sempre tenendo sotto controllo i calcoli (ovvero gli impatti) attraverso una dashboard, aggiornata in real-time ad ogni modifica. Lo sviluppo di questo sistema potrebbe sfruttare questa dinamicità per creare scenari in base a scelte di pianificazione differenti, per supportare le decisioni che le amministrazioni devono prendere, che troppo spesso si basano su dati non di tipo territoriale, semplicemente perché non sono dotate di un sistema che reagisce in questo modo.

Applicazioni

Con questo sistema, di cui rimando a fine articolo, la specifica della struttura principale, riesco ad affrontare in modo lineare, tutta una serie di analisi, richieste (o di solito ipotizzate) dalla pianificazione comunale. Si possono chiamare analisi spaziali o semplicemente analisi territoriali, che consentono di creare scenari di analisi, su cui poter discutere ed effettuare le scelte di pianificazione.

  • verifica della compatibilità dell’area urbanizzata definita dalla Provincia, con le trasformazioni previste

  • stato di attuazione della pianificazione vigente

  • calcolo degli abitanti insediabili

  • calcolo dei servizi disponibili

  • verifica dei parametri urbanistici

  • calcolo di indicatori di caratterizzazione dei comparti

  • valutazione dell’indice di forma

  • valutazione dell’indice di compatibilità edificata

  • classificazione sensibilità paesistica

  • valutazione rischio idrogeologico

Questo elenco sicuramente non è esaustivo, ma vorrei sottolineare, che le analisi elencate sono frutto di una mia interpretazione della Legge per il governo del territorio, validata insieme ai tecnici/professionisti con cui collaboro, arrivando a definire delle linee guida, da sviluppare e da approfondire, sia la tecnica di realizzazione, sia la reale applicazione.

I features

A seguito, riporto l’elenco delle colonne, che costituiscono la struttura delle tabelle (e loro decodifica) all’interno del (mio)geodatabase.

pg_destinazioni

  • gid identificativo univoco

  • g01_studio macro area di studio

  • g02_indagine segmentazione della macro area di studio

  • comparto segmentazione dell’area di indagine

  • cod_uni_p nel caso in cui il comparto ha diversi azzonamenti

  • catasto foglio e mappale

  • au area urbanizzata definita dalla Provincia

  • scen1a pianificazione vigente

  • scen2a ulteriore definizione sovracomunale (parchi, aree militari …)

  • scen2b codice di confronto tra pianif. attuale e di PGT

  • scen2c prima classificazione azzonamento

  • scen2d specifica di scen2c

  • scen2e specifica di scen2d

  • cod_st codice identificativo strada

  • ambtrasf ambito di trasformazione (vero/falso)

  • ambito_2 cod.uni. ambito di trasformazione

  • stato libero/occupato

  • pa_tipo pianificazione attuativa

  • pian_esec cod.uni. pianif. attuativa

  • pubb_priv proprietà (pubblico/privato/altro)

  • ambser ambito servizi (vero/falso)

  • cod_serv cod.uni. servizi

  • v_strada vincolo codice della strada (vero/falso)

  • v_idro vincolo idrogeologico (vero/falso)

  • v_pozzo vincolo acque potabili (vero/falso)

  • v_cimi vincolo cimiteriale (vero/falso)

  • v_cscs vincolo beni storico/architettonici (vero/falso)

  • … altri vincoli (vero/falso)

  • ptcp specifica PTCP

  • notes (…)

Tabelle di decodifica.

tb_scen2b

1 – consolidato

2 – in trasformazione con cambio di destinazione da agroforestale

3 – in trasformazione con cambio di destinazione da ind.art.comm

4 – in trasformazione con cambio di destinazione da residenziale

5 – in trasformazione con cambio di destinazione da servizio

6 – in trasformazione possibile

7 – modifica (trasformazione senza cambio di destinazione)

8 – non trasformabile

9 – rettifica / errori materiali

10 – consolidato in realizzazione

tb_scen2c

1 – residenza

2 – ind.art.comm.

3 – servizi

4 – verde

5 – strade

Oltre a queste esistono anche (come visibile dalla struttura) tb_scen2a, 2d e 2e, ma riportare la loro decodifica, porterebbe via molto spazio a questo articolo.