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4 Powerful Historical Maps Every Data Analyst Should Know

These four historical maps reveal that innovations in a map’s perspective, data, and aesthetics all contributed to the complex five-decade evolution of location intelligence.

4 Potenti Mappe Storiche che Ogni Data Analyst Dovrebbe Conoscere

Queste quattro mappe storiche rivelano che le innovazioni in una mappa, prospettiva, dati ed estetica hanno tutti contribuito alla complessa evoluzione di cinque decadi di location intelligence.

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Una famosa Web map: OpenStreetMap

Per Web Map Service (WMS) si intende una specifica tecnica definita dall’OGC, che produce dinamicamente mappe di dati spazialmente riferiti a partire da informazioni geografiche. Questo standard internazionale definisce una “mappa” come rappresentazione di informazioni geografiche restituendo un’immagine digitale idonea ad essere visualizzata su browser web.

Generalmente le mappe prodotte da un servizio WMS sono rese in un formato immagine quale PNG, GIF o JPEG, e solo occasionalmente come elementi vettoriali in formato Scalable Vector Graphics (SVG) o Web Computer Graphics Metafile (WebCGM). Altre specifiche tecniche definite dall’OGC, al contrario, restituiscono altri tipi di dato: ad esempio il Web Feature Service (WFS) restituisce dati vettoriali, e il Web Coverage Service (WCS) restituisce dati raster.

Lo standard WMS definisce tre operazioni:

  • restituisce metadati a livello di servizio;
  • restituisce una mappa dai parametri geografici e dimensionali definiti;
  • restituisce informazioni sugli oggetti della cartografia visualizzata (opzionale).

Le operazioni del Web Map Service vengono invocate usando un client che supporti il protocollo HTTP, in forma di Uniform Resource Locators (URL). Il contenuto della URL dipende dalle operazioni richieste. In particolare, nel richiedere una mappa la URL indica quali informazioni devono essere visualizzate sulla mappa, quale porzione della Terra deve essere rappresentata, il sistema di coordinate desiderato, il formato e le dimensioni dell’immagine di output.

Qualora due o più mappe siano prodotte con gli stessi parametri geografici e di dimensione dell’immagine, i risultati possono essere sovrapposti per produrre una mappa composita. L’uso di formati che supportano la trasparenza (GIF o PNG per esempio) permette di visualizzare le parti di mappa sottostanti; inoltre si possono richiedere mappe diverse a differenti server. In questa maniera il Web Map Service abilita la creazione di una rete di server cartografici che l’utente può utilizzare per costruire mappe personalizzate.

Generalmente un Web Map Service non è invocato direttamente; vengono utilizzate applicazioni client che forniscono all’utente controlli interattivi. Queste applicazioni client possono anche non essere web-based.

La specifica WMS è diventata standard ISO19128 nel 2005.

Riferimenti Web Map

 

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Idee e progetti

Pokemon Go reinventa lo Spatial Planning

Che vi piaccia o no, Pokémon Go segna un punto di svolta. Dopo circa un mese dal lancio, questa location-based app ha trasformato radicalmente il mondo del gaming e ha creato una tribù globale di esploratori urbani. Questo coloratissimo monster-packed game potrà cambiare il campo e la professione dello spatial planning e della progettazione ambientale.
Pokémon Go è una location-based gaming app nella quale gli utenti si fanno strada nel mondo reale utilizzando una mappa 3D per cercare e catturare le creature immaginarie chiamate Pokémon. Il mondo Pokémon contiene luoghi geo-tagged, conosciuti come PokéStops (generalmente localizzati in luoghi pubblici) dove i giocatori possono sfidarsi usando i loro cellulari. Quando i giocatori si imbattono nei Pokémon, queste creature si sovrappongono allo sfondo reale, utilizzando la realtà aumentata con la fotocamera dello smartphone.Da una prospettiva tecnologica, Pokémon Go è particolarmente impressionante perchè unisce realtà aumentata, dispositivi mobili e gaming, insieme al sistema globale di navigazione satellitare (GNSS). Da una prospettiva geospaziale però, è molto di più.OpenStreetMap e Google Maps sono cartografie comuni, non professionali. Ci sono mappe che riportano informazioni più “consolidate” e soprattutto di maggior qualità. A questo si possono aggiungere mediante il geotagging, la documentazione di corredo per arricchire il dato. Infatti, per geotagging e geofancing si intende tecnicamente aggiungere i meta alle coordinate di un punto o alle forme geometriche linee e poligoni. In sostanza, l’aggiunta della foto ad una coppia di coordinate (latitudine e longitudine) significa proprio questo. Questo permette di proiettare sui nostri dispositivi il mondo reale, aggiungendo la possibilità di vedere solo quello che serve.

Così potreste chiedere, qual è la connessione tra lo spatial planner e lo sviluppatore Pokémon / GIS? Bene, lo spatial planner pianifica spazi – lui o lei decide cosa dovrebbe essere costruito, dove e quando dovrebbe essere costruito. Prendendo le decisioni, i planners cercano di assicurare che gli spazi siano giusti, salutari, sicuri e vivibili e il loro lavoro ha implicazioni di tipo far-reaching e long-lasting. Così facendo, i planners affrontano (e combattono) anche i loro veri Pokémon a forma di ingegneri, architetti, costruttori, membri della comunità e policy-makers.
Come gli spatial planners, gli sviluppatori dietro Pokémon Go stanno creando nuovi spazi e luoghi. Invece di farlo attraverso policy, zoning e linee guida di design urbano, stanno re-immaginando gli spazi attraverso strati di informazione spaziale, che è poi utilizzata dai cacciatori di Pokémon.
Essi stanno gestendo l’attivazione di spazi che prima erano passivi e così facendo stanno reinventando l’ambiente costruito.
Pokémon Go is a location based gaming app in which users navigate the real world using a representative 3D map in order to search for and capture imaginary creatures called Pokémon.
Pokémon Go is a location based gaming app in which users navigate the real world using a representative 3D map in order to search for and capture imaginary creatures called Pokémon.

Se sono stati mossi i passi giusti, Pokémon Go ha un enorme potere per i planners e per la disciplina dello spatial planning nell’insieme. Fino ad ora, i planners hanno formulato soluzioni nel mondo reale – impegno della community, cambiamenti politici, piani di costruzione, strategie di design urbano e misure di planning enforcement. L’arrivo di Pokémon Go indica che il regno virtuale è un nuovo campo di battaglia che i planners dovrebbero considerare e in cui inserirsi se la materia è attinente. Oltre al potenziale di creare nuovi ambienti urbani e di rivitalizzare gli esistenti, Pokémon Go potrebbe fornire ai planners un nuovo modo di coinvolgere e consigliare gli abitanti urbani, che potrebbero non essere coinvolti nei processi di consulenza di comunità standard.

Di importanza chiave è che il nuovo regno virtuale richiederà ai planners di imparare e impegnarsi con la tecnologia e i dati usati per creare Pokémon Go. Con le giuste competenze, strumenti e una sana dose di immaginazione, i planners potrebbero usare potenzialmente dati under-utilised public-domain per creare app simili che aiutino a reinventare le comunità locali.
Ciò che Pokémon Go dimostra è che il geospatial world si sta muovendo verso una nuova emozionante direzione e sta iniziando a convergere con una serie di altre tecnologie, dati e user. Grazie a giochi come questo, gli user iniziano ad esplorare e apprezzare il mondo in un modo totalmente nuovo.
Gli spatial planners dovrebbero tenersi al passo.
Articolo originale: linkedin.com/40-geospatial-friday-pokémon-go-reinvents-spatial-planning-conway by Niall Conway geobreadbox.com
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Lezioni

OSGEO 8 update

In questo tutorial viene mostrato come aggiornare la versione 8 di OSGeo, il sistema operativo basato sulla distribuzione Linux Lubuntu, pieno di software GIS open source.

Questa versione, anche se un po’ datata è stata scelta per una serie di motivi, infatti dopo la versione 8 è uscita sia la 8.5, ma anche la 9. L’unico motivo per scegliere la versione 9 si riduce alla vostra necessità di avere un sistema operativo a 64 bit, ma se non è il vostro caso, seguite attentamente questo OSGeo 8 update tutorial (nel caso vi chiedete la differenza tra 32bit e 64bit, vi invito la lettura di questo articolo >> 16 bit Int vs 32 bit Int vs 64 bit Int).

Un sistema desktop pronto all’uso per tecnici GIS, con software open source, pieni di documentazione da studiare. Non solo OSGeo è anche un server!

Ecco allora i motivi per seguire questo tutorial della versione 8 di OSgeo:

  • questa versione, come tra l’altro le 2 successive si basa su una versione Lubuntu 14.04, che sembra essere l’ultima versione stabile disponibile; infatti, il sito ufficiale di Ubuntu, consiglia lo scaricamento della versione 14.04.3 per server e questo ci evita di sceglierne altre;
  • è presenta la versione di GRASS 6, che da anni era presente nei desktop di molti user prima di aggiornarsi alla 7; quest’ultima versione ha riscontrato diversi problemi con l’integrazione con QGis e quindi aggiornare QGis alla versione 2.8 con ancora la versione 6 di GRASS, risulta attualmente la scelta migliore;
  • quando ho iniziato a fare i miei video tutorial, c’era questa versione di OSGeo, la 8, e dicevo sempre di non aggiornare niente, perché avevo provato diverse volte a farlo, e ho avuto sempre problemi; adesso avete il VIA LIBERA e se seguite tutti i passaggi che faccio nei 14 video, otterrete il sistema GIS per eccellenza aggiornato alla versione più stabile ad oggi.

È MOLTO IMPORTANTE CHE PRIMA DI ESEGUIRE QUESTO AGGIORNAMENTO SALVIATE TUTTI I FILE DI ESERCIZIO E DI LAVORO. LA PROCEDURA È CORRETTA, MA DOPO TUTTO QUESTO TEMPO LE VARIABILI SONO MOLTE. QUINDI VI CONSIGLIO DI CREARE UNA NUOVA MACCHINA VIRTUALE E QUANDO È FINITA, SPOSTATE TUTTI I FILE DA QUELLA VECCHIA A QUELLA NUOVA.

Elenco dei video tutorial OSGeo 8 update

  1. download
  2. creazione macchina virtuale
  3. installazione Linux Lubuntu
  4. installazione driver
  5. aggiornamento Lubuntu 14.04
  6. aggiornamento a QGis 2.8
  7. installazione altri software FILEZILLA e Thunar
  8. installazione altri software Chrome
  9. installazione altri software ATOM editor di testo
  10. installazione altri software GIMP & INKSCAPE
  11. installazione altri software Libre Office
  12. accesso da altro PC
  13. sorpresa 1 plugin GRASS per QGIS funziona
  14. dal Desktop al Cloud: tutto per il GIS

 

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WebGIS

Come scegliere le icone per le mappe web (e non solo)

Google Maps o forse Google Earth hanno diffuso l’uso delle mappe online, introducendo un particolare oggetto di web design, che ora è così tanto diffuso: il PIN.

Infatti i GIS hanno sempre trattato gli elementi puntuali come segni “puntuali”, ma la localizzazione, ad esempio delle attività commerciali, per cui sono famose le mappe di Google, non potevano essere semplicemente disegnate con simboli geometrici base.

I punti su una mappa quando sono diventati POI (point of interest) hanno preso forma e sono diventati dei Pin.

GIS point simple

Google maps pin basic

Una prima alternativa famosa, che usa proprio un Pin per differenziarsi è uscita con OpenLayers 2 dove propone come default un Pin più squadrato, magari non bello come quello di Google, ma è sicuramente stato un ottimo segno distintivo.

openlayers 2 pin basic

Map icons collection

Non è mia intenzione fare la storia dei Pin, ma sicuramente a questo punto è necessario citare, vista la sua diffusione per qualche anno, la Map Icon Collection, che ha permesso di rendere le nostre mappe leggibili, anche senza contenuti testuali, visto che per ogni “punto di interesse” era (attualmente è ancora una collezione in aggiornamento) previsto un simbolo, su sfondo con colore personabilizzabile.

Map icons collection

Oggi siamo forse siamo un po’ stufi di queste icone, dove l’idea è buona, ma ad esempio non si può cambiare la forma del Pin.

Le migliori icone per le mappe web oggi

Da segnalare, ci sono attualmente due fonti dove si possono trovare icone per le nostre mappe:

[wc_row][wc_column size=”one-half” position=”first”]

The Noun project ICON

[/wc_column][wc_column size=”one-half” position=”last”]

MAKI icons

[/wc_column][/wc_row]

In entrambi i le icone sono scaricabili in formato SVG e possono essere quindi colorate a piacimento ed è possibile anche fare dei mashup; si possono anche modificare, ma biosogna cavarsela bene con i software di grafica vettoriale, tra cui cito il potentissimo Inkscape open source. Una nota è da considerare per le icone di The Noun project, perchè sono fatte da molti utenti e ogni icona ha una relativa licenza d’uso Creative commons da rispettare.

Ulteriori fonti di icone per mappe

Web mapping

Una volta che abbiamo scelto il set di icone giuste, come si inseriscono nella nostra mappa?

In QGis, ma anche negli altri GIS, si possono inserire le icone personalizzate in modo abbastanza semplice, infatti nelle impostazioni sono definite le path (cartelle sul disco del proprio PC) dove andare a pescare le icone.

Ma per il web mapping è un po’ diverso: sorvolando lo standard SLD usato da Geoserver per creare gli stili, le librerie Javascript per mappe, come LeafletJS, OpenLayers3, MapBox e Google Maps, specificano nella loro documentazione esattamente come fare.

Ad esempio in LeafletJS è necessario definirla, ad esempio, nel modo seguente:

L.icon({ iconUrl: 'leaf-green.png'})

come la documentazione di sviluppo indica, con tutta una serie di variabili, tra cui l’ombra e la dimensione.

Ma ovviamente il mondo del web open source è pieno di sorprese, quindi possiamo trovare sviluppatori come lvoogdt che creano dei plug-in per fare degli awesome-markers.

Buon divertimento!

Leaflet.awesome-markers plugin v2.0

 

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WebGIS

Runkeeper Mountain

Nuovo TileLayer per Runkeeper (vedi maggiori informazioni su INTRODUCING MAPBOX OUTDOORS)

Il codice da inserire nella mappa, ad esempio in LeafletJS:

var attrib ='Map tiles by runkeeper.com, CC BY 3.0 — Map data: © OpenStreetMap contributors, CC-BY-SA';
L.tileLayer('http://a.tiles.mapbox.com/v4/runkeeper.4nc7syvi/{z}/{x}/{y}.png', {attribution: attrib}).addTo(map);

[wc_button type=”danger” url=”http://www.cityplanner.it/wp_pulito/webgis/leaflet-provider-demo-leaflet-extras/” title=”Vai a LeafletJS providers” target=”self” position=”float”]Vai al NUOVO LeafletJS providers[/wc_button]

Esempio Runkeeper Mountain

Puoi vedere come si presenta graficamente questo TileLayer che ho scoperto, in questa mappa full screen

La raccolta di tutti i LeafletJS Providers che trovo la puoi trovare a questo link “LeafletJS providers

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Map tutorial

Come inserire un punto sulla mappa scegliendo la categoria

Sono partito dall’idea di inserire un punto sulla mappa, specificando la categoria prima di registrare il punto. Questa non è una mia idea, ma quella di un mio amico della Protezione Civile. Avevo già creato un form di inserimento, che oltre registrare le coordinate del punto al click sulla mappa, si potevano inserire altre informazioni, ma volevo qualcosa di più.

Studiare qualcosa di nuovo sui file GeoJSON

Anche quando creo questi moduli di inserimento con WordPress, c’è sempre il vincolo del punto, perché è facile da creare, come struttura del file GeoJSON, così ho studiato come creare correttamente un file GeoJSON con gli array. Ho trovato array_push e il modo per creare la serie di array e sub-array, da cui è composto (features > feature, properties, geometry).

Ancora qualcosa di più: non volevo passare dall’inserimento del punto nel database, ma volevo scrivere direttamente il file GeoJSON. Mi è bastato fare un file_get_contents e poi un json_decode, per poi essere corettamente unito mediate array_push.

Risultato: una mappa fatta di html5 e Javascript, per geolocalizzare gli alberi, perfettamente mobile-friendly!

[wc_button type=”primary” url=”http://www.cityplanner.it/wp_pulito/?p=11571″ title=”Visit Map” target=”self” position=”float”]Vai alla mappa[/wc_button]

Riferimenti per il codice della mappa