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GISTIPS Tour: SARONNO PGT QGis PostGIS

Tour: un PGT fatto con QGis e PostGIS (SARONNO)

Il LUG di Saronno organizza una serata per tutti coloro che hanno bisogno di informazioni per le loro attività di analisi di mercato o che vogliono inserire il loro progetto in un contesto “ambientale” tanto come un progetto architettonico. Non solo… per chi è alla continua ricerca di informazioni, come le attività di giornalismo, può cogliere questa opportunità per conoscere gli strumenti che permettono di associare le migliaia di tabelle alle geometrie che rappresentano il territorio e sviluppare analisi più complesse tramite questa associazione.

Difficile abituarsi all’entusiasmo suscitato da OSGeo 8

SARONNO PGT QGis PostGIS

  • LUOGO: Saronno, presso la sede del LUG di Saronno
  • TEMA: PGT (Piano di governo del territorio) il nuovo Piano regolatore comunale, con i nuovi metodi legislativi e soprattutto i nuovi software
  • STRUMENTI: l’accoppiata QGis e PostGIS è ancora imbattibile, i nuovi aggiornamenti che troviamo tutti nella OSGeo 8.0 ti danno sempre una marcia in più
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Lezioni

Per passare a modalità “full-resolution”

Nel menù della macchina virtuale andate su

dipositivi > inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions …

inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions

  • si apre in automatico l’esplora risorse, che potete chiudere
  • adesso aprite il terminale. Per aprirlo andate nel menù start del sistema operativo virtualizzato e trovate terminal o emulatore di terminale

apri terminale osgeo xubuntu

Nel terminale dovete scrivere:

sudo /media/user/VBOXADDITIONS_5.0.0_101573/autorun.sh

da notare che

  • user deve essere cambiato con il nome utente che avete dato durante l’installazione che può essere osgeo o osgeo8 o pjh …
  • mentre la versione _5.0.0_101573 cambia con l’aggiornamento del software virtualbox

un trucchetto, decisamente consigliato da usare è l’uso del tasto TAB; infatti in linux, ma non solo, se iniziate a scrivere qualcosa tipo /me e poi schiacciate il tasto TAB, completarà automaticamente la scritta; nel caso in cui ci sono più nomi che iniziano con me (tipo media e mentos), alla prima pressione del tasto tab, non succede niente, ma se provate a schiacciare due volte, vi appare l’elenco delle parole che iniziano con me

uso del tab in linux

  • a questo punto si avvia una finestra che install le GuestAdditions
  • alla fine riavviate e lo schermo sarà “fullscreen”

Nel caso questa procedura non funziona, in alternativa provate in questo modo:

  • aprire il terminale
  • digitare prima:
  • sudo apt-get install build-essential linux-headers-$(uname -r)
  • vi chiede la password e dovete digitare la password scelta (quella che vi permette di accedere all’inizio)
  • vi chiede se procedere S/n non scrivete niente e schiacciate solo il tasto invio
  • finita questa installazione, digitare:
  • sudo apt-get install virtualbox-ose-guest-x11
  • vi chiede ancora se procedere S/n non scrivete niente e schiacciate solo il tasto invio
  • riavviate
  • andate nel menù Settings-> ARandR
  • si apre un nuovo programma e andate su Output->VBox e settate la risoluzione massima che vi propone

Problemi? mi collego e provo a farlo.

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Idee e progetti

GIS nella pianificazione territoriale

L’attuale assetto dell’ambiente è frutto di un continua modificazione del territorio, nella sua conformazione fisica ed infrastrutturale, per un processo di adattamento costante determinato dall’azione congiunta di fattori naturali e antropici. Ponendo le basi sugli indirizzi programmatici in materia di ambiente indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori del territorio e delle regole per il loro governo”, in questo tema si svilupperanno lavori che pongono l’accento su strumenti e metodi di pianificazione e governo del territorio e dell’ambiente, con particolare riferiemnto ad aree di particolare interesse ambientale. In quest’ottica, saranno inquadrati gli strumenti di pianificazione e le procedure metodologiche da utlizzare nei processi di gestione delle risorse ambientali, per favorire una visione innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche proprie dell’ambiente.

Nuovi strumenti e metodologie per il governo dei valori territoriali

Utilizzando da tempo i GIS, viene sempre più spontaneo chiedersi quale sia il reale valore aggiunto che questi strumenti hanno, quando si deve progettare il territorio sia ambientalmente, sia economicamente, che socialmente, giusto per riprendere le sfere dello sviluppo sostenibile, con cui attuare/monitorare la pianificazione del territorio.

Il GIS, può essere inteso come un sistema informativo legato alla geografia, che però generalizziamo, cercando di passare ad un gruppo superiore, tralasciando alcune specifiche legate alla geografia e alla geometria della Terra, si può intendere la geografia, come l’interpretazione di un oggetto nello spazio, passando così ad una terminologia di questo gruppo, quale Sistema Informativo Spaziale.

Così il GIS e la pianificazione territoriale, si trovano concettualmente inscindibili, perchè il governo dei valori territoriali risulta prima di tutto un complesso meccanismo dinamico, che una possibilità di semplificazione dei processi e l’individuazione delle regole intrisiche con cui si evolve, porta ad una maggior comprensione del funzionamento e delle tendenze, da parte di tutti i livelli di preparazione degli attori interessati; questi sono soggetti a dover prendere decisioni, basandosi sul sistema di informazioni, ma anche sul regolamentare sia i valori territoriali, che le metodologie di acquisizione dei dati e la restituzione delle informazioni.

Un concetto che dovrebbe essere sempre chiaro, non tanto per la sua ovvia importanza, ma per la struttura del processo logico che avviene è che bisogna differenziare i dati dalle informazioni, per cui i primi sono fondamentali per le seconde, inquanto queste sono definite come un processo di elaborazione dei primi, infatti tutti tutti i giorni elaborano dati e formulano informazioni, che a loro volta si trasfomrmano in dati per dare altre informazioni, a volte comunque i dati producono ulteriori dati, spesso gestiti da sistemi appositi, ma ciò che fa la differenza è che la quantità di dati è n volte superiore alla quantità di informazioni.

Una delle più importanti regole che l’esperienza sul tema, ha portato a riflettere, soprattutto a livello nazionale ed internazionale è quello di standardizzare la struttura dei dati, non che la loro elaborazione e la restituzione; la struttura però è l’oggetto più studiato, perché costituisce la base su cui procedere per il resto del lavoro e non esiste ottimizzazione se non viene incluso nel processo la fase di standardizzazione dei dati di partenza.

Queste idea presuppone inoltre si ha un buon livello di partenza per qualsiasi progetto, quanto più sono i dati disponibili e che questi vanno costantemente incrementati con tutto ciò che viene generato nelle vari fasi.

Generalmente a seguito e attorno a questa prima fase, vengono sviluppati parallelamente diversi processi, quali la condivisione, la redazione di relazione e rapporti, nonchè le mappe geografiche e non; questo bagaglio accompagna i professionisti in giro dai vari attori, ma anche semplicemente dai cittadini di un determinato territorio, con però un unico scopo, cioè quello di governare i valori territoriali.

Un semplice incontro tra diversi attori, con un GIS a portata di mano, può trasportare un bagaglio di informazioni veramente ampio, se necessario, visto che sfruttando al massimo le regole di standardizzazione dei contenuti (non solo dei dati), anche molto personalizzate, evita, tra l’altro di occupare spazio inutile, ma sopratutto (visto che tanto di spazio in tasca equivale anche a 1Tb), velocizzare anche con dispositivi ultramobili, il risultato/informazione che più serve in quel preciso momento; nell’incontro mentre si ragiona, si pensa e si decide il GIS non ha la funzione di contorno, ma deve essere il protagonista e sicuramente bisogna famigliarizzare il più possibile con questo strumento potente, in modo da inserire tutti i nuovi dati/informazioni generati nell’incontro. Un ulteriore approccio che caratterizza un uso specialistico dei GIS, che però mediante opportune fasi formative e complessivamente maturando esperienza, vede i GIS nella veste di creatore di scenari, con cui simulare le trasformazioni e prendere così decisioni sempre più adeguate o meglio trasparenti, ricorrendo alla logica che il soggetto decisore ha probabilità di fare la scelta migliore, proporzionalmente alla quantità di dati posseduta.

Il GIS però rimane e rimarra sempre un software, che parte da una base geograficamente adatta a studiare il territorio, perchè si basa sull’entità geometrica, sull’attributo associato e le regole di composizione, gli elementi che però fanno la differenza, sopratutto per la scelta o le scelte di quali software usare, è valutata dai modelli di dati ed elaborazioni che ognuno possiede; se infatti restiamo nel campo dei GIS desktop non commerciali, ci troviamo a dovere utilizzare anche 5 GIS conteporaneamente, cosa (non solo positiva) alcuni software commerciali, possono risolvere, magari però ponendo attenzione ai modelli più comunemente utilizzati.

I cosidetti modelli/strumenti di geoprocessing, che ormai sono presenti in tutti i GIS più “sviluppati”, danno una molteplicità di risultati praticamente infinita, come per esempio l’union, che prima di tutto può sostituire gli altri quali il clip, interesect, erase, che insieme al buffer, può generare risultati adatti a interrogare il territorio in maniera profonda e multidimensionale.

Questi modelli/strumenti principalemente, oltre al geoprocessing, si possono dividere tra la gestione ed interrogazione degli oggetti geometrici e quelli che si appoggiano all’analisi statistica. Una terza tipologia di strumenti punta a sviluppare la parte di visualizzazione tridimensionale (interessante anche l’introduzione della dimensione tempo) e la discretizzazione dei dati geometrici, che punta ad avere delle entità più facilmente analizzabili dai modelli/strumenti della seconda tipologia, quelle statistico-analitici.

esempio GIS

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Idee e progetti

Un geodatabase per la Pianificazione territoriale comunale

Un geodatabase per la Pianificazione territoriale comunale: laureando in Pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale, dal 2003 al 2007, ho appreso la naturale evoluzione della gestione delle informazioni territoriali, mediante sistemi informatici, comunemente raggruppati sotto il termine di GIS (Geographic information system) o SIT (Sistemi informativi territoriali) che varie scuole di pensiero, tendono a volte a differenziare, ma altre a considerarli sinonimi. Penso che questo sia un compito in stile Wikipedia, da affrontare come discussione, proprio nelle sue pagine e quindi tralascio ulteriori commenti.

Ciò che invece vorrei illustrare in questo articolo è la mia esperienza che insieme a vari team di professionisti, ho sviluppato sul campo, portando dei risultati più che sufficienti a dimostrare che lo schema di geodatabase che ho perfezionato può essere applicato ad ogni Piano di governo del territorio ed essere una base consolidata per apportare ulteriori sviluppi.


Il livello di maturazione di questo schema di geodatabase è frutto di uno accurato studio dei diversi sistemi per l’archiviazione dei dati territoriali ed elaborazioni connesse, da cui ho preso riferimento ed unito le caratteristiche più funzionali di ognuno di essi.

Le banche dati su cui ho lavorato principalmente sono quelle fornite dalla Regione Lombardia, che dall’anno 2000, con la conversione in vettoriale della CTR del 1994 (Carta tecnica regionale), ha prodotto una buona banca dati territoriale. Per citare le più utilizzate, sono state oggetto dei miei studi, la base informativa pedologica, quella della pianura sui beni ambientali, il censimento del patrimonio rurale della Provincia di Milano, i Piani territoriali di coordinamento provinciale, il MISURC e il DUSAF.

Questi ultimi due hanno introdotto molti aspetti tuttora sotto-utilizzati: il primo, che si tratta di un sistema di raccolta di tutta la pianificazione comunale, è costituito da un geodatabase che raccoglie una numerosa quantità di informazioni, ma purtroppo, sembra che è stato abbandonato, in vista dei nuovi sistemi utilizzati dalla Regione, per la raccolta dei dati (come l’obbligo degli incaricati del PGT alla consegna) relativi al PGT, che però rispetto al MISURC, è decisamente riduttivo; il secondo è un progetto interessante, soprattutto dal punto di vista degli aggiornamenti, essendo arrivati alla 5a versione, in cui si cerca sempre di più di avvicinarsi a standard europei, più precisamente al progetto INSPIRE.

Svolgendo un’attività professionale, non di ricerca, ma applicata sul campo, ho sempre cercato di appoggiarmi agli schemi predefiniti, ma il livello di conoscenza, acquisito dal mio percorso di studi, mi ha portato spesso a pretendere di più di quanto offerto, o comunque intuire ciò che questi sistemi prevedevano di offrire.

Con questo articolo,  illustrativo, intendo spiegare la teoria del mio prodotto, perchè il vero gap del mio progetto è la documentazione descritta in modo dettagliato, che non ho mai avuto il tempo di fare. Vorrei così aprire una discussione, che porta gli interessati a collaborare per creare insieme questa documentazione, perchè penso che sia una valore indispensabile, unico modo per poter evolvere questo metodo.

Esempio PGT con geodatabase

Lo schema del geodatabase

Una breve descrizione dello schema del geodatabase, dovrebbe servire a chiarire fin da subito di cosa si tratta, soprattutto ai meno esperti di GIS, visto che la Pianificazione territoriale, risulta essere una materia con varie sfaccettature, che usa diversi strumenti, ma sempre più spesso i GIS sono il filo conduttore. I così detti shapefile, che prefisco chiamare entità geometriche o semplicemente features, sono ridotti al minimo indispensabile e la parte costituita da poligoni è ridotta a soli 2: gli edifici e le destinazioni d’uso; altri features principali, di tipo lineare, per essere pronti ad analisi specifiche di rete, sono quelle dei corsi idrici, della rete dei sottoservizi e quella stradale; mentre gli elementi puntuali sono maggiormente divisi in diversi features, sia per comodità, sia per motivi di sviluppo in quanto poco significativi in termini di analisi per la pianificazione comunale. Ciò che risultano numerose sono le tabelle, visto che contengono molte informazioni, derivanti da fonti diverse, che si preferisce tenere separate anche solo per la diversità della denominazione delle colonne; una ulteriore massiccia elaborazione viene fatta su queste tabelle per ottimizzare la gestione col sistema GIS/geodatabase.

In questa breve descrizione è necessario specificare gli “attrezzi” per la gestione di questa mole di dati. Mi definisco un Geografo che ha studiato la Pianificazione territoriale e ho studiato veramente poco i linguaggi di programmazione, quindi mi scuso anticipatamente sulla semplificazione e banalizzazione che sicuramente incappo nella seguente descrizione del sistema che utilizzo, ma tutto sommato è ciò che mi trovo davanti quando mi siedo alla mia scrivania e cerco di descriverlo a modo mio. La scelta è ricaduta su un database Postgres con estensione geografica PostGis. Questo, utilizzato su sistemi operativi Linux, permette di accedere ai dati archiviati, in modo molto agevole con i software GIS come QGis e gvSig, mentre la gestione grafica del database è affidata al software pgAdmin o phppgAdmin. Avendo a disposizione proprio questo database, lo sviluppo web, oltre ad essere ready to use, permette di ampliarlo all’infinito, con una conoscenza di programmazione base, in modo immediato e piuttosto semplice, sia dalla parte di diffusione dei dati come servizio web, utilizzando Geoserver e Mapserver, sia per la creazione di interfacce di visualizazzione, interrogazione e modifica dei dati, sfruttando le potenzialità offerte dal linguaggio PHP.

I features che voglio riportare, essendo i principali elementi che permettono di gestire quasi la totalità di un PGT sono:

  • pg_destinazioni

  • pg_edifici

  • pl_viabilita

  • pl_aerofotogrammetrico

Ognuno di questi features ha funzioni specifiche, ruoli ben precisi e al loro interno (le tabelle associate alle geometrie) contengono informazioni codificate che coprono la panoramica delle richieste che la Pianificazione territoriale si attende. La regolarità geometrica unita alla topologia delle forme è fondamentale, mentre la moltiplicazione della segmentazione, che ha sempre portato problemi nella restituzione grafica, ha molta libertà, visto che la scelta di PostGIS, risolve anche questi problemi, senza moltiplicare i features per ogni esigenza o comunque è fatto in automatico attraverso regole.

Questo sistema complesso è tenuto insieme da regole e lo sviluppo continuo, si basa proprio sulla semplificazione di procedure e processi, ricercando continuamente regole, che permettono di consolidare le diverse parti, i così detti geoprocessing e spatial analyst.

La differenza in termini di gestione del territorio, tra i 4 features, è data da pg_destinazioni, perché a differenza degli altri, questo è costituito da un sandwich di informazioni, mentre gli altri, compresi quelli minori non citati in questo elenco perché non principali, tengono insieme anch’essi molti dati, ma provenienti dallo stesso oggetto: gli edifici hanno la componente strutturale, quella documentale, quella immobiliare e quella tipologica; così le strade e tutti gli elementi che costituiscono l’aerofotogrammetrico. Mentre pg_destinazioni è considerato un sandwich perché si sovrappongono vincoli, dati catastali, destinazioni d’uso, uso effettivo del suolo, azzonamento ed è l’unico riferimento per contare in modo preciso le aree su tutto il territorio comunale, dove si appoggiano sia gli altri 3 features, sia tutti i features non principali.

Questo ci porta a considerare la logica di relazione tra le geometrie, agevolata da PostGIS. Un edificio è posizionato su un’area di territorio, che è attraversata da diverse strade; una area, essendo identificata in modo preciso, è confinante con un’altra area, dove ci sono altri edifici e altre tipologie d’uso e altre strade; in questo modo posso così calcolare la disponibilità di servizi, tipo parcheggi e aree verdi, le attrezzature con cui è costruita la strada, tipo spartitraffico e marciapiedi, il numero virtuale in base al volume degli abitanti insediabili e le potenzialità dell’area ad ospitare nuove volumetrie; tutto questo sempre tenendo sotto controllo i calcoli (ovvero gli impatti) attraverso una dashboard, aggiornata in real-time ad ogni modifica. Lo sviluppo di questo sistema potrebbe sfruttare questa dinamicità per creare scenari in base a scelte di pianificazione differenti, per supportare le decisioni che le amministrazioni devono prendere, che troppo spesso si basano su dati non di tipo territoriale, semplicemente perché non sono dotate di un sistema che reagisce in questo modo.

Applicazioni

Con questo sistema, di cui rimando a fine articolo, la specifica della struttura principale, riesco ad affrontare in modo lineare, tutta una serie di analisi, richieste (o di solito ipotizzate) dalla pianificazione comunale. Si possono chiamare analisi spaziali o semplicemente analisi territoriali, che consentono di creare scenari di analisi, su cui poter discutere ed effettuare le scelte di pianificazione.

  • verifica della compatibilità dell’area urbanizzata definita dalla Provincia, con le trasformazioni previste

  • stato di attuazione della pianificazione vigente

  • calcolo degli abitanti insediabili

  • calcolo dei servizi disponibili

  • verifica dei parametri urbanistici

  • calcolo di indicatori di caratterizzazione dei comparti

  • valutazione dell’indice di forma

  • valutazione dell’indice di compatibilità edificata

  • classificazione sensibilità paesistica

  • valutazione rischio idrogeologico

Questo elenco sicuramente non è esaustivo, ma vorrei sottolineare, che le analisi elencate sono frutto di una mia interpretazione della Legge per il governo del territorio, validata insieme ai tecnici/professionisti con cui collaboro, arrivando a definire delle linee guida, da sviluppare e da approfondire, sia la tecnica di realizzazione, sia la reale applicazione.

I features

A seguito, riporto l’elenco delle colonne, che costituiscono la struttura delle tabelle (e loro decodifica) all’interno del (mio)geodatabase.

pg_destinazioni

  • gid identificativo univoco

  • g01_studio macro area di studio

  • g02_indagine segmentazione della macro area di studio

  • comparto segmentazione dell’area di indagine

  • cod_uni_p nel caso in cui il comparto ha diversi azzonamenti

  • catasto foglio e mappale

  • au area urbanizzata definita dalla Provincia

  • scen1a pianificazione vigente

  • scen2a ulteriore definizione sovracomunale (parchi, aree militari …)

  • scen2b codice di confronto tra pianif. attuale e di PGT

  • scen2c prima classificazione azzonamento

  • scen2d specifica di scen2c

  • scen2e specifica di scen2d

  • cod_st codice identificativo strada

  • ambtrasf ambito di trasformazione (vero/falso)

  • ambito_2 cod.uni. ambito di trasformazione

  • stato libero/occupato

  • pa_tipo pianificazione attuativa

  • pian_esec cod.uni. pianif. attuativa

  • pubb_priv proprietà (pubblico/privato/altro)

  • ambser ambito servizi (vero/falso)

  • cod_serv cod.uni. servizi

  • v_strada vincolo codice della strada (vero/falso)

  • v_idro vincolo idrogeologico (vero/falso)

  • v_pozzo vincolo acque potabili (vero/falso)

  • v_cimi vincolo cimiteriale (vero/falso)

  • v_cscs vincolo beni storico/architettonici (vero/falso)

  • … altri vincoli (vero/falso)

  • ptcp specifica PTCP

  • notes (…)

Tabelle di decodifica.

tb_scen2b

1 – consolidato

2 – in trasformazione con cambio di destinazione da agroforestale

3 – in trasformazione con cambio di destinazione da ind.art.comm

4 – in trasformazione con cambio di destinazione da residenziale

5 – in trasformazione con cambio di destinazione da servizio

6 – in trasformazione possibile

7 – modifica (trasformazione senza cambio di destinazione)

8 – non trasformabile

9 – rettifica / errori materiali

10 – consolidato in realizzazione

tb_scen2c

1 – residenza

2 – ind.art.comm.

3 – servizi

4 – verde

5 – strade

Oltre a queste esistono anche (come visibile dalla struttura) tb_scen2a, 2d e 2e, ma riportare la loro decodifica, porterebbe via molto spazio a questo articolo.

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Idee e progetti

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Utente:Pjhooker dal 2011/10/16 (contenuto)

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Idee e progetti

Yet another strategic planning Tool

The land use planning (which in this paper we call “LUPlanning”) is a complex matter that needs of clearness and standardize methods. This work proposes an effective tool for strategic planning, which provides the use of informatic systems to aid the decision makers and insiders of public body that are not professionals. The use of informatics makes easier and real time the public participation, an important critical point of planning, often difficult to implement for scepticism and in many town hard to really carry out, due to inadequate means.

The aim of the proposed tool is to furnish a way to simplification of LUPlanning process and decision, using available and cheap hardware and software solutions. Computerization is not just a fad, but is almost inevitable evolution of management systems, so make it the most for the municipality means facilitating the work of technicians and insiders and the active involvement of citizens, for a more effective, rational and strategic land planning.

Yet another strategic planning Tool

Each time that is necessary to make a decision on transformation or consolidation of a territory it is extremely useful to apply a method that could simplify the data navigation and the understanding of information, through an opportune choice of scalar indicators. A such useful method have to be developed with a series of evolutive steps, that our cities should follow, starting from a low level of knowledge and set up, more or less, relating to their dynamic and their data collection that each institution has performed over the last decade. This is the time period in which the new technologies and new software have been able to meet the various needs of storage and mapping of data and territorial informations. And are just these technologies that could be developed in function of the needs of planning, aiming to resolve the most common problems. We faced two in particular. The first and problem is the poor training of insiders of public administrations in the field of land planning. This fact has the obvious reason that not all of the mayors, councillors and municipal engineers have the same degree in strategic land use planning and that there is not any course to become a local governor yet. Therefore the decision maker that faced with a problem has some difficult often hard doing his work.

The second problem has the same importance of the former, but it’s strictly related to it and consists in the participation of public to the land planning activity, recommended in regional laws. In our country, in Europe and in United States we can found virtuous example of participating local government plan (e.g. Participating PGT of some Italian cities) taking the advantage of the help of tools like Public Participatory GIS. However these are some examples, but for the most part of town, small and big, the public participation is not easy to realize, because of inadequate means and resources and for scepticism of citizens, which in many cases don’t believe that their opinion or contribution is welcomed and listened by the municipality. Thus there is a need to improve the public participation process with simple tools easily adoptable and usable.

In this work is presented a method for strategic planning that provides some simple tools today already diffuses, in a technological approach, forward-looking. The method prompt to build a dashboard for the land use planners, a sort of command and control panel that lead to an easier decisional process and it affords the time monitoring of the evolving of choices of decision makers. A dashboard can be built using software open source for data management. Placed side by side to the dashboard, the method provides also a solution for a very important point of land planning, the public participation, suggesting the adoption of a Public Participatory GIS (PPGIS)1, in order to involve the citizens in the planning activity and related. The public participation is a question that needs more and more attention, because citizens are naturally the “recipients” of every territorial and urban change, because they constitute the City. Thus this method wants to make the public participation easier, both for the land use planners and the citizens, spreading the territorial awareness.

Ideal Strategic Planning Tool

For a land use planner may be wishful to find the ideal strategic planning instrument that can resolve all of the problems of a city. By researching among the useful tools that the existing hardware and software technologies offer, it is really feasible to create an ideal strategic planning tool, building over the needs of the urban reality, which certainly doesn’t resolve all of the problems automatically, but it would be helpfully.

In order to make a unique tool for strategic LUPlanning aid, one could look around to the available resources, combining a set of software, hardware and, of course, ideas (Fig.1).

For this purpose, it could be useful to set up a Spatial Data Infrastructure (SDI) with the aim to have a well-structured informatics base to file all of the spatial data and related ones.

For the development of public participation to the LUPlanning activities, it is advisable to follow the Volunteered Geographical Information (VGI), in order and to have a useful dynamic data collection thanks to an effective involvement of citizens.

Process of development of a strategic land use planning tool.

In order to realize this tool, we consider a small-medium size city (population target from 15 to 69 years old that represent computer users, mostly active citizens in a urban area of about 10’000 – 50’000 inhabitants), that represents the reality of the Italian country, and we build our virtual structure that we call SimMyLocalAround (SMyLA), where: Sim(ulation) we took from the popular game Sim City, which is the reference tool, hosting the entire idea; My represents the social media logic, more generally, all of the applications hosted by the Web 2.0, that are customizable and suitable for everyone; the term Local is identified with the territory and its projection on a geographical database by GIS; at last, Around means all that surrounds us, not only physically, but also what interests us, what we like to see in certain situations and in certain time of the day, during the study, at work and in leisure, in a few words, our needs. This latter word also means the growing number of the services for people on Internet, like social networking, that suggests the aim of technology to Web 3.0 or, rather, to City 3.0 (Smart Cities).

With this inspiration, we build a dashboard that consists in a management structure suited to absorb all of the interesting spatial data for the LUPlanning, through the use of which easily order them and make clear their navigation. Together with, we provide the updating of all of these data with the additional contribution of citizens, adopting a PPGIS structure.

At this point the tool stops its function and lets the insiders to make the most appropriate decisions for LUPlanning.

Utility and implementation of the tool

Among hundreds of technological solutions, methodological, theoretical and practical, arising from matters like sociology, economics, computer science and management, we found a right mix to solve the two problems described previously.

The target of SMyLA ideal tool is to put the land use planners working team in condition to solve many problems, like the two we introduced.

Why do we choose the dashboard interface and the PPGIS? The former is because our mind is already prepared to look at the dashboard shape in normal daily activities, just thinking of household appliances, cars, mobile phones and the control panels of great plants. Today thousands of applications use this graphic interface. The latter is for a same reason of mind form that regards the wide daily use of social networks, always filled of contents by the users, constantly updated and spontaneous. This last feature could be negative effects on LUPlanning, so attention is required, trying to give more order to the structure of PPGIS. The aim of the use of the social network form is to export and use just the features that are helpful in the LUPlanning process.

A dashboard for LUPlanning

The dashboard is a simplified representation of data sets derived from the collection process. Through its use the insiders, which are the main users of this graphic interface (GUI), can interact with territorial information in various ways (Kumar 2005). This interface is normally attractive because it shows various information in the same time and in the same place, letting to know to the user all about the system. A dashboard could be not ever complex, formed by lots of elements, including a number of little dashboards, but also very simple, describing few feature (Fig. 2).

An example of very simple dashboard that shows the situation of a hundred sample community of a popular social network through the use of suitable symbols (David McCandless 2009).

A dashboard for LUPlanning should shows to the user a number of maps, data expressed in percentage and graphs, trends of indicators (Fig.3), enriched also with text windows reporting news, alerts, links and short messages and many other “buttons”. For its simple structure it has the relevant advantages to be ready-to-use and time evolving, that means the more frequent is the use the better are the results.

A dashboard example for City of Milano (Urban Ecosystem Dashboard 2007, modified2).

With the best arrangement of information, the dashboard could lead the insiders to have control on the whole situation of the city and easily to interact with it to obtain desired answers to LUPlanning questions.

Public Participatory GIS as crowdsourcing.

A PPGIS took the basis of crowdsourcing that is a concept, now a model business, whereby the potential of a voluntary action of stakeholders becomes a recovery of specialized resources (at vary levels of skills) that are the citizens which have demonstrated their interest and they are prepared to participate. This recovery of resources is similar to Wikipedia structure, in which everyone can contribute to contents of articles, but in this case contents are thematic maps and spatial analysis. Thus the users that are citizens have to be a little more equipped, condition that can be compensated by organized courses that in time will be principally organized by most advanced users, like “cyborgs” (Eades, 2009).

Citizens that are interests in PPGIS are volunteers and they are a valuable resource for municipality and LUPlanning. In time a PPGIS team would be an effective self tool with own dynamic regulations3.

A land planning tool developed on the informatics basis of PPGIS could lead to a future of real time knowledge of the own territory with lots of information (EartmineTM, 2009).

This mechanism is self-feed by an increase of interest and participation, because citizens can interact with own territory and concur to administrate it through an instrument of public domain. Also for that, the public administration can give answer to citizen, following the transparent principle, publishing the results, also facing other themes, like geomarketing.

The five principles of SMyLA

We developed the SMyLA model of ideal tool, combining the use of the dashboard and the PPGIS, following five basic principles:

  • sustainable development;
  • SWOT analysis method;
  • indicators;
  • GIS basis;
  • software opensource.

Sustainable development, today as never, represents a guide model for city development, involving the simultaneous analysis of three macro-spheres of social, environment and economics, in order to make the best choice of development that ensures both the protection for environment and the quality of human life4. In this view, the LUPlanning tool have to make the knowledge operations of planners faster, effective, lower cost and planning choices suitable for the territorial contest, involving also the contribute of citizens.

The analysis of the three spheres of city environment can be done using the SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats), method that allows to create a synthesis of information of different sources and to make a comparison between positive and negative factors deriving from the actions of plans or programs5. In this way it is possible to observe the situation of the city divided in the three thematic spheres of point of view (social, environment and economics), so the strengths and the opportunities can be compared in the same spatial plan and at the same time with the weaknesses and threats, that the actions planned can produce (Fig. 5). This is an appealing form to show information that is easily reproducible into a graphic user interface like the dashboard.

SWOT analysis.

This instrument allows the insider primarily to have a cognitive framework of the whole city and secondly to predict the effects and the results of the actions to do, like changing the use of land, improving the waste collection, adopting a free wi-fi net for municipality, to build a road, etc. Every action has a different impact for each sphere, in which it could represent a strength, a weakness, an opportunity or a threat for the city environment.

In this analytic contest, indicators6 are essential instruments for elaborations and assessment phases of LUPlanning. We can divide the urban system in a hierarchical structure of indicators for each thematic sphere, in order to face many different situations at different levels. For example, a road can be observed through indicators at many various levels, using a simple scale of goodness of increasing values (1, 2, 3, 4, …), as follows: the order of the road in the neighbourhood relating to the main one; the number and quality of intersections; type of road and furniture; number and type of service elements (bus stops, etc.). With such system of indicators it’s easy to make a judgement on the quality of the road network and to make the best decision relating this group of indicators with the other thematic spheres of indicators.

The geographical/geometric dimension of territory is the most interesting and uppermost part, with which it is possible to interact, making transformations and visualizing the result directly over the town space. The adoption of GIS basis provides the land use planner to dispose not only of a cartographic basis, but of a real instrument for LUPlanning, independently by the sort of platform web-GIS or desktop-GIS, because it allows to georeferencing any kind of data, like topography, hydrography, land use, images and many other. With georeferenced data it is possible to make integration, elaboration and interpretation of large amounts of data of different nature.

The last principle of our method is the adoption of software open-source. Support computer hardware and software plays a fundamental role in the development of the LUPlanning tool. For the hardware, a standard instrumentation of medium level to build a server is enough and for the software is advisable to follow the OSGeo7 or GFOSS8 guidelines. For data management it could be useful refer to Inspire, in particular Plan4All, whereas for the data structure there are various projects of open data and the same GFOSS indicate the best path of licensing and distribution to get the software. In order to have a reliable database both in terms of speed, storage and querying capacity of many types of data (qualitative, quantitative and geographic) it can be an advantageous solution adopting PostgreSQL with PostGIS9, software that are very supported by the open-source community. To give an example for public administration, the municipality of Prato (Italy) uses PostgreSQL for web consultation and data warehousing.

With such software system the users (often the insiders) dispose of a complete CMS (Content Management System) that allows to achieve data anytime, to compare them and to realize new ideas, like questionnaires, surveys, photographs, etc.

The SWOT of SMyLA

In order to give a dashboard of the features of the SMyLA model of ideal strategic LUPlanning tool presented here, we report the relative SWOT analysis.

Yet another strategic planning Tool
Tab.1 – SWOT analysis of the SMyLA, model of ideal LUPlanning tool

Conclusion

The strategic planning tool we propose follows the spontaneous evolution of all management systems to a growing computerization, not only in order to faster and simplify processes, but principally to make the maximum breadth of public information spreading. Therefore, also the strategic land planning is evolving its formation, resulting from years of research and applications in different territorial realities, tending to reach improvements from new best technologies available. Starting from the use of tools and facilitation, like suggest Inspire10that gives directives for cartographic database using a universal language, it is possible to create a standard development plan and public it. This is a first step to approach to a modern way of local Open Government.

The aim with this tool is to promote municipalities’ adoption of an organizational approach that points on efficiency and automations of operations for the planning and management of land use compatible with the urban contest and sustainable development principles. In this contest, automation and efficiency are at the basis of the idea of Smart City, for which local government policies aim to prevent waste and control errors and to eliminate unnecessary things. Each town will produce its proper configuration, specially studied in relation to the local context and to the type of situation. It is clear that there is not a unique solution for everyone, dependently strictly from the resources that the municipality dispose of, and above all there is not a unique solution that include all that can interest the municipal planning. Just think about the question: it is useful and cost-effective for a town to archive all of the possible information? And many others. For this purpose, using a tool like that, every town can create its customed one, built around its own needs and right-to-size.

The tool dealt with here, maybe, is already thought by many land use planners and maybe it’s time to change. A town should prepare for what will be the natural evolution trend of the management and planning systems. Means are available and the benefits are real, detectable both in the short term and long term. Finally, the question is just the availability of municipal resources to make the change.

References

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Reference note

  1. This term is often indicated briefly with Participatory GIS.
  2. http://esl.jrc.it/dc/esu_2007/esu_fvb.htm.
  3. following the examples given by many Wikimedia applications, such as generic wiki-manuals..
  4. Sustainable development has various definitions, here we refer to UNESCO –Johannesburg Summit 2002.
  5. SWOT analysis was developed by a research team at the Stanford Research Institute in the 1960’s (Pahl, Richter, 2007).
  6. Indicators are synthetic parameters that represent environmental situations directly or not directly measurable through a unit and able to express the quality of environment with respect to a fixed reference scale.
  7. Open Source Geospatial Foundation.
  8. Geospatial Free and Open Source Software Association.
  9. www.postgresql.org; postgis.refractions.net.
  10. Directive 2007/2/EC of European Parliament.