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Idee e progetti

Il ruolo del GIS per PGT – parte 8

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Fase 4 – Il Masterplan

A seguito di questa fase si comincia a utilizzare il GIS per i dovuti aggiornamenti e la produzioni di report ed elaborati, nonché documenti relazionali, predisponendosi a una tavola più “artistica” e dal carattere molto manuale, costituita dal Masterplan. In questo ambito il GIS produce la base cartografica esatta, mentre i contenuti devono essere opportunamente disegnati e nel frattempo si iniziano a costruire le relazioni di partecipazione e di decisione, che sono considerati una fase a sé stante del PGT.

Al momento del deposito deve essere predisposta una serie di dati per la consegna alla Regione e alla Provincia, operazione per la quale non sussiste nessun problema se il tutto è realizzato col GIS, anzi, è necessario specificare che l’operazione da eseguire risulta essere purtroppo di gran lunga riduttiva rispetto a quanto si è dovuto produrre per redarre il PGT, non tanto nel numero di dati, ma piuttosto nel dettaglio e nella quantità delle informazioni che sono state elaborate, lasciando completamente da parte le varie analisi, se non quella della sensibilità paesistica. Il GIS fatto per il PGT contiene molte informazioni che dovrebbero essere consegnate alla Regione, in modo tale da tenere aggiornata la propria cartografia, con la dovuta scala di riferimento, ad osservanza di quegli standard che la direttiva INSPIRE considera fondamentali, ma che nella realtà non vengono seguiti che in qualche sporadico esempio.

Il processo di standardizzazione dei dati e delle informazioni che si sta evolvendo in questi anni non considera, tra gli obiettivi della pianificazione per governare il territorio, né i modelli di gestione delle aree di trasformazione, né i modelli perequativi, il che significa che prima devono essere creati gli standard per gestire i dati in programma e successivamente sarà preparata una nuova direttiva e sarà dato il via a studi e sperimentazioni. Ciò significa che un comune delle dimensioni di Como, ha facoltà di adottare un modello di gestione del territorio proprio ed ogni comune è in grado di gestire il proprio territorio nel modo che meglio gli conviene, per quanto riguarda il sistema GIS.

Questo è considerato il motivo della proposta di adozione del modello tecnologico GIS, che è decisamente all’avanguardia dal punto di vista della conoscenza del territorio. Questo modello ha da una parte la completa gestione delle elaborazioni del PGT e dall’altra il risultato di duplice implementazione fuori dal contesto di redazione, ovvero:

  • la gestione dei dati e il loro rapido aggiornamento, da cui prendere esempio per gestire tutti i dati fuori dell’ambito del PGT;
  • la gestione dei processi di pianificazione, attuazione, progettazione e anche monitoraggio degli indicatori.

Valutando attentamente la redazione di un PGT si può confermare la primaria importanza della qualità delle risorse impiegate per redarre gli elaborati, che in termini di tempo supera la metà di tutto l’intero processo e non può perciò essere sacrificata. Trascurare le risorse non solo va a discapito del processo di Piano, ma ne risentono notevolmente anche i processi che ne traggono vantaggio direttamente alla sua pubblicazione.

By pjhooker

Tutti mi chiamano "uomo del gis" ... i software così detti GIS (Geographic information system) hanno accompagnato il mio percorso di studi universitario, fin dalle prime elaborazioni, quando mi fecero calcolare la lunghezza di una pista ciclabile e l'area di un bosco ... per un po' di mesi, mi chiedevo perché non mi facevano usare il mio amato AutoCad, visto che lo usavo già da 3-4 anni ... ma poi ho capito la differenza ... e tutto cambiò!

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