Categories
Idee e progetti

Il ruolo del GIS per PGT – parte 4

Parte 3 >>

Le funzioni del PGT

Il Piano di Governo del Territorio comunale in Lombardia, del resto come tendenza in tutte le altre regioni d’Italia, costituisce un nuovo modo di governare, rispetto ai vecchi piani regolatori, non tanto perché derivano da una continua modifica della legge del 1942, ma perché sono costituite da una moltitudine di successive implementazioni che, attaccate di volta in volta, hanno creato una legislazione non molto elastica e piena di ridondanze da una parte e poco spazio a certi approfondimenti dall’altra e che nel caso di territori comunali un po’ particolari, riesce difficilmente a trarre beneficio. Così il Piano di Governo del Territorio sta tentando di dare una svolta mettendo in primo piano non solo delle tematiche nuove, ma, nella sua completa attuazione, quelle tematiche che negli ultimi decenni hanno prevalso rispetto ad altre. Con questo si intende la programmazione negoziata, la pianificazione delle aree non urbanizzate, il sistema dei servizi e delle reti tecnologiche e di mobilità, la programmazione sovracomunale e l’intrinseca capacità di attuare strumenti perequativi e di gestione delle risorse sovracomunali, considerando con tale i flussi pendolari e la produzione di CO2.

Una considerazione a parte deve essere fatta sui sistemi informatici che grazie alla loro evoluzione hanno permesso di gestire sempre più situazioni e procedure, le quali presentano un processo evolutivo adatto a gestire con più semplicità i vari processi di costruzione del Piano, e anche per ciò che il Piano si reputa lo strumento adatto a fare. Con le potenzialità degli strumenti informatici oggi disponibili, prendendo nel concreto un qualsiasi Piano attuativo, che interessa le aree sulle quali l’amministrazione deve attuare una trasformazione nel breve periodo, si può constatare che con mediante un PGT sviluppato con tecnologia GIS, è possibile gestire l’intero processo come se fosse un semplice aggiornamento della cartografia.

Dal punto di vista burocratico, non avendo avuto tali strumenti una concreta esperienza diretta negli uffici tecnici, non è possibile avere già un modello realmente attuabile e, inoltre, con tutte le variabili che differenziano un ufficio tecnico da un altro, sarebbe irrealizzabile un sistema ad hoc. Tuttavia, attualmente le varie legislazioni, tra le quali INSPIRE, come riferimento, prevedono in generale la standardizzazione dei dati territoriali, sulle orme del DBT e della’Agenda Digitale che stanno guardando in quell’ottica. Quanto detto riguarda le procedure già consolidate che invadono gli uffici tecnici comunali ogni giorno. Però, quando si parla di PGT, incomincia a sorgere una moltitudine di quesiti dovuti al fatto che nessuno ha ancora ben chiaro da quali elaborati è costituito questo nuovo Piano, e se pensiamo al 1942 ci accorgiamo di essere nella stessa situazione, ovvero travolti da una nuova legislazione, a cui seguivano dei modi di attuazione pratici quale riferimento per creare degli elaborati in modo da essere in grado di rappresentare ciò che veniva richiesto. Ciò si verifica ancora oggi con la Legge 12/2005, cui sono seguite delle linee guida per le modalità di costruzione del DDP, del PDR e del PDS. La differenza con il passato sta nell’innovazione: tra le diverse procedure che caratterizzano la costruzione del Piano, oggi si introduce la fase della creazione, in base a linee guida, di un elenco di elaborati e dei relativi contenuti, in seguito adottato come modello di riferimento, secondo un approccio che sembra essere sempre di più condiviso, e che come sistema si basa sul GIS, considerato lo strumento informatico più adatto a costruire gli elaborati del Piano. In poche parole il GIS sostituisce quello che prima della Legge 12 era costituito da materiale cartaceo e più recentemente digitalizzato con software CAD, da cui deriva una praticità unica rispetto a prima, che è stata oggi completamente assorbita dal GIS.

Viene chiamata GIS quell’infrastruttura (a volte contenitore) che riesce a raccogliere ogni tipologia di dato ed informazione, con delle procedure standard per maneggiare, elaborare e trasformare i dati, oppure personalizzabili a seguito dell’evoluzione continua del mondo informatico o da creare ad hoc seguendo gli utili manuali. Con il GIS è possibile produrre tutta una serie di elaborati descrittivi in forma di report, collezione di immagini, tabulati scientifici e soprattutto cartografia e servizi web, detti appunto WebGIS, che comprendono anche le varie attrezzature informatiche e il personale addetto alla manutenzione, all’implementazione e alla consultazione. La sua peculiarità rispetto ad altri sistemi informativi, consiste nella gestione dei dati geografici archiviati in base ad un sistema di riferimento ben preciso, in modo che qualsiasi dato, indipendentemente dalla tipologia, se contenente anche l’informazione geografica, può essere sovrapposto, confrontato o allegato a qualsiasi altro dato.

Il GIS nella pianificazione territoriale fornisce una completa visione di tutte le informazioni utili per gestire il territorio e tramite queste si possono manovrare le trasformazioni in modo tale da poter effettuare le scelte opportune e, soprattutto, per spiegare agli interlocutori non tecnici cosa succede intorno a loro. Per comprendere come è integrato il GIS in un PGT, si possono esaminare gli elaborati che al momento della consegna vengono depositati, i quali, grazie alla struttura con la quale sono stati redatti, devono essere pronti ed opportunamente modificati al momento dell’attuazione delle decisioni che fino al quel momento erano solo previste. Esiste una fase intermedia al momento del deposito, che prevede la consegna degli elaborati in Regione e in Provincia, in cui si ha un’interazione tra dei GIS con origine diversa, ma strutturati secondo gli standards che prevede attualmente la Regione Lombardia. All’avvio del PGT, si impiega da subito il GIS, nelle sue diverse fasi.

Parte 5 >>

By pjhooker

Tutti mi chiamano "uomo del gis" ... i software così detti GIS (Geographic information system) hanno accompagnato il mio percorso di studi universitario, fin dalle prime elaborazioni, quando mi fecero calcolare la lunghezza di una pista ciclabile e l'area di un bosco ... per un po' di mesi, mi chiedevo perché non mi facevano usare il mio amato AutoCad, visto che lo usavo già da 3-4 anni ... ma poi ho capito la differenza ... e tutto cambiò!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *