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Idee e progetti

GIS nella pianificazione territoriale

L’attuale assetto dell’ambiente è frutto di un continua modificazione del territorio, nella sua conformazione fisica ed infrastrutturale, per un processo di adattamento costante determinato dall’azione congiunta di fattori naturali e antropici. Ponendo le basi sugli indirizzi programmatici in materia di ambiente indicati dal Consiglio d’Europa, finalizzati al miglioramento degli aspetti qualitativi tramite “il rilancio di una nuova presa di coscienza dei valori del territorio e delle regole per il loro governo”, in questo tema si svilupperanno lavori che pongono l’accento su strumenti e metodi di pianificazione e governo del territorio e dell’ambiente, con particolare riferiemnto ad aree di particolare interesse ambientale. In quest’ottica, saranno inquadrati gli strumenti di pianificazione e le procedure metodologiche da utlizzare nei processi di gestione delle risorse ambientali, per favorire una visione innovativa e una lettura in chiave dinamica delle problematiche proprie dell’ambiente.

Nuovi strumenti e metodologie per il governo dei valori territoriali

Utilizzando da tempo i GIS, viene sempre più spontaneo chiedersi quale sia il reale valore aggiunto che questi strumenti hanno, quando si deve progettare il territorio sia ambientalmente, sia economicamente, che socialmente, giusto per riprendere le sfere dello sviluppo sostenibile, con cui attuare/monitorare la pianificazione del territorio.

Il GIS, può essere inteso come un sistema informativo legato alla geografia, che però generalizziamo, cercando di passare ad un gruppo superiore, tralasciando alcune specifiche legate alla geografia e alla geometria della Terra, si può intendere la geografia, come l’interpretazione di un oggetto nello spazio, passando così ad una terminologia di questo gruppo, quale Sistema Informativo Spaziale.

Così il GIS e la pianificazione territoriale, si trovano concettualmente inscindibili, perchè il governo dei valori territoriali risulta prima di tutto un complesso meccanismo dinamico, che una possibilità di semplificazione dei processi e l’individuazione delle regole intrisiche con cui si evolve, porta ad una maggior comprensione del funzionamento e delle tendenze, da parte di tutti i livelli di preparazione degli attori interessati; questi sono soggetti a dover prendere decisioni, basandosi sul sistema di informazioni, ma anche sul regolamentare sia i valori territoriali, che le metodologie di acquisizione dei dati e la restituzione delle informazioni.

Un concetto che dovrebbe essere sempre chiaro, non tanto per la sua ovvia importanza, ma per la struttura del processo logico che avviene è che bisogna differenziare i dati dalle informazioni, per cui i primi sono fondamentali per le seconde, inquanto queste sono definite come un processo di elaborazione dei primi, infatti tutti tutti i giorni elaborano dati e formulano informazioni, che a loro volta si trasfomrmano in dati per dare altre informazioni, a volte comunque i dati producono ulteriori dati, spesso gestiti da sistemi appositi, ma ciò che fa la differenza è che la quantità di dati è n volte superiore alla quantità di informazioni.

Una delle più importanti regole che l’esperienza sul tema, ha portato a riflettere, soprattutto a livello nazionale ed internazionale è quello di standardizzare la struttura dei dati, non che la loro elaborazione e la restituzione; la struttura però è l’oggetto più studiato, perché costituisce la base su cui procedere per il resto del lavoro e non esiste ottimizzazione se non viene incluso nel processo la fase di standardizzazione dei dati di partenza.

Queste idea presuppone inoltre si ha un buon livello di partenza per qualsiasi progetto, quanto più sono i dati disponibili e che questi vanno costantemente incrementati con tutto ciò che viene generato nelle vari fasi.

Generalmente a seguito e attorno a questa prima fase, vengono sviluppati parallelamente diversi processi, quali la condivisione, la redazione di relazione e rapporti, nonchè le mappe geografiche e non; questo bagaglio accompagna i professionisti in giro dai vari attori, ma anche semplicemente dai cittadini di un determinato territorio, con però un unico scopo, cioè quello di governare i valori territoriali.

Un semplice incontro tra diversi attori, con un GIS a portata di mano, può trasportare un bagaglio di informazioni veramente ampio, se necessario, visto che sfruttando al massimo le regole di standardizzazione dei contenuti (non solo dei dati), anche molto personalizzate, evita, tra l’altro di occupare spazio inutile, ma sopratutto (visto che tanto di spazio in tasca equivale anche a 1Tb), velocizzare anche con dispositivi ultramobili, il risultato/informazione che più serve in quel preciso momento; nell’incontro mentre si ragiona, si pensa e si decide il GIS non ha la funzione di contorno, ma deve essere il protagonista e sicuramente bisogna famigliarizzare il più possibile con questo strumento potente, in modo da inserire tutti i nuovi dati/informazioni generati nell’incontro. Un ulteriore approccio che caratterizza un uso specialistico dei GIS, che però mediante opportune fasi formative e complessivamente maturando esperienza, vede i GIS nella veste di creatore di scenari, con cui simulare le trasformazioni e prendere così decisioni sempre più adeguate o meglio trasparenti, ricorrendo alla logica che il soggetto decisore ha probabilità di fare la scelta migliore, proporzionalmente alla quantità di dati posseduta.

Il GIS però rimane e rimarra sempre un software, che parte da una base geograficamente adatta a studiare il territorio, perchè si basa sull’entità geometrica, sull’attributo associato e le regole di composizione, gli elementi che però fanno la differenza, sopratutto per la scelta o le scelte di quali software usare, è valutata dai modelli di dati ed elaborazioni che ognuno possiede; se infatti restiamo nel campo dei GIS desktop non commerciali, ci troviamo a dovere utilizzare anche 5 GIS conteporaneamente, cosa (non solo positiva) alcuni software commerciali, possono risolvere, magari però ponendo attenzione ai modelli più comunemente utilizzati.

I cosidetti modelli/strumenti di geoprocessing, che ormai sono presenti in tutti i GIS più “sviluppati”, danno una molteplicità di risultati praticamente infinita, come per esempio l’union, che prima di tutto può sostituire gli altri quali il clip, interesect, erase, che insieme al buffer, può generare risultati adatti a interrogare il territorio in maniera profonda e multidimensionale.

Questi modelli/strumenti principalemente, oltre al geoprocessing, si possono dividere tra la gestione ed interrogazione degli oggetti geometrici e quelli che si appoggiano all’analisi statistica. Una terza tipologia di strumenti punta a sviluppare la parte di visualizzazione tridimensionale (interessante anche l’introduzione della dimensione tempo) e la discretizzazione dei dati geometrici, che punta ad avere delle entità più facilmente analizzabili dai modelli/strumenti della seconda tipologia, quelle statistico-analitici.

esempio GIS

By pjhooker

Tutti mi chiamano "uomo del gis" ... i software così detti GIS (Geographic information system) hanno accompagnato il mio percorso di studi universitario, fin dalle prime elaborazioni, quando mi fecero calcolare la lunghezza di una pista ciclabile e l'area di un bosco ... per un po' di mesi, mi chiedevo perché non mi facevano usare il mio amato AutoCad, visto che lo usavo già da 3-4 anni ... ma poi ho capito la differenza ... e tutto cambiò!

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