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Avere 3.0 anni nel 2010

Se questo è un diario oggi: uso Ubuntu quotidianamente e faccio il governatore del territorio; quello che penso in questo momento siano le principali novità che da qui al 2020 sono: possedere una macchina elettrica, non vedere più volantini e periodici (cartacei) e poter comunicare con tutti i cittadini di un determinato luogo/paese, semplicemente mandando una mail, il che prevede sopratutto una risposta pressoché immediata.

Si può dire che nell’anno 1990, quando quelli nati nel 1980 avevano 10 anni si dice che il web era alla versione 1.0, poi c’è stata la 1.5 e circa nel 2000 il 2.0. Oggi a fine del 2011 tutti ci rendiamo conto che il web, ma non solo, è cambiato rispetto al 2000 in modo radicale e possiamo benissimo dire che nel 2010 è nato il web 3.0.

Forse è stato proprio nel 1990 che guardavo fuori dalla finestra e vedevo il mondo a modo mio (avendo 10 anni) e potevo immaginarmi di tutto, qualsiasi cosa… cosa c’era da li a poco? troppo facile… il modem 56k!!! se non ricordo male nel ’93. è vero che dipende da dove vivi e dagli amichetti che si frequentavano a quell’età, ed inoltre non era una questione di più o meno esperienza, più o meno velocità ne capire e conoscere. la questione è però che prima internet e l’ihiperlink non c’era (o comunque non era alla portata di tutti) e dopo sì, che vuol dire sempre quelli che sono venuti prima non potevano e quelli che vengono dopo sono solo una passo indietro. Quando ti accorgi che qualcuno nella prima o nella seconda ipotesi è più avanti di te che hai 3.0 anni nel 2010, vuol dire che hai perso del tempo e se non è troppo tardi, hai buone probabilità di recuperare.

E se non bastasse, sono ancora qui a guardare fuori dalla finestra, in Italia perché mi piace così come è, perché in qualsiasi posto del mondo c’è qualcosa di meglio e penso proprio che il “che bello sarebbe vivere in Italia” lo dicono in molte parti del mondo! Quindi io guardo fuori dalla finestra e continuo ad immaginare e pensare al futuro e cosa succederà quando avrò 4.0 anni… e sono già sicuro di una cosa, che a quel punto penserò a cosa succederà quando ne avrò 5.0!

A volte penso che bisogna staccare la spina, fermarsi e concretizzare tutto quello che si è imparato, ma non ci riesco la voglia di conoscenza e novità è talmente naturale che non so come considerarla se una maledizione o un miracolo, avanti, avanti, avanti… e domani cosa si fa’? sicuramente qualcosa di nuovo. non voglio mai andare a dormire, ma nello stesso tempo non voglio neanche più svegliarmi all’indomani, che non è una cosa tanto strana è solo come quando si sta facendo una cosa che ti prende e non vuoi fermarti, ma poi quando ti fermi capisci quanto è bello stare fermo a sognare, fino al momento in cui il sogno si avvicina talmente tanto alla realtà, che la tocca e gli passa la staffetta… e si ricomincia.

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05 Settembre 2011
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SimCity reale

MAIL: riceviamo e volentieri pubblichiamo [WIRED]

Days of Thunder oggi mi ha dato la carica, dopo una piatta uscita in piazza col gazebo ritirato dalla pioggia. Ho saltato il giro in mountain bike non per la pioggia, ma perchè il mio nuovo eTrex arriva Lunedì. Mi è arrivato WIRED lo scorso venerdì, ma sono riuscito a scartarlo solo ieri sera, pur portandolo per due giorni nella borsa del PC. Continuo dall’inizio del 2011 a pensare a cosa scrivere a qualcuno di WIRED e non trovo mai l’argomento giusto… che può legarsi a ciò che vivo io, ma Mister Bit mi ha ispirato. Prima di iniziare a scrivere questo mi sono un po’ sciolto postando qualche commento in giro, ma ora parto.

SimCity è una americanata travolgente

quando ho iniziato a studiare al PoliMI Pianificazione territoriale, dicevo in giro che avevo scelto quella scuola soltanto perchè mi piaceva giocare a SimCity 2000-3000, ma non mi rendevo conto, ancora bene, di tutto quello che sarebbe successo; non che sia successo granché, ma sono convinto di avere costruito e contribuito a quello che da poco tempo a questa parte ha preso il nome di Geospatial Revolution. Ora sono nel pieno del mio sogno fatto di Pixel, ma come nella vita reale, non si sa quale è l’obiettivo e come nel gioco il punteggio cresce sempre di più, considerando i traguardi che di volta in volta riesco a raggiungere, che per loro natura sbaragliano metodi precedentemente utilizzati o semplicemente aggiungo valore al pacchetto di conoscenza già collezionato.

I territorio in cui vivo, inoltre mette alla prova qualsiasi esercizio metodologico ed applicativo, come la più difficile mappa di SimCity, con la più difficile città, costituita da 9 milioni di abitanti distribuiti in 1.500 comuni, dalle montagne da 4.000 metri alle rive del fiume Po, la Lombardia; ma non solo, perchè in ogni luogo in cui voglio andare, c’è una autostrada da prendere e si potrebbero fare almeno 100 km di mountain bike nei parchi.

La gestione di questo territorio, non è però affatto organizzata come in Simcity e mi continuo a chiedere “perchè no?”, forse dal fatto che c’è una sovrapposizioni di enti amministrativi, che ognuno appalta i lavori per costruire Sistemi informativi territoriali, che non “parlano” tra di loro, neanche se rappresentano la stessa porzione di territorio. Eppure Google Earth/Map lo fa!

Sembra che il progetto Inspire stia dando una mossa a tutto questo solo che viene tralasciata la parte di Pianificazione del territorio, infatti si può trovare tutte le specifiche per raccolta di dati ambientali, demografiche, di disegno e di hardware/software. Un comune come Milano che ogni giorno inizia a cantierare qualche edificio o metropolitana, avrebbe solo un aiuto di base se implementasse un sistema Inspire: ci vuole SimCity col suo algoritmo di appetibilità e con la sua predisposizione a darti le informazioni che necessitano al momento giusto, immediatamente e aggiornate in tempo reale.

Un mix di Agenda Digitale e CityOne sembra aver dato un po’ di speranza a chi opera nel mio campo professionale, ma l’apparato amministrativo con cui ho a che fare ogni giorno non riesce a collegare in nessun modo le logiche di Amministrazione del territorio e Sistema informativo territoriale.

Così ho sconfitto l’ultimo mostro dell’ultimo livello e adesso, come dovrebbero premiare i giochi, dandoti la libertà di fare quello che vuoi e girovagare, costruire e distruggere il mondo virtuale che ti ha circondato per tutte le missioni, dicendoti, invece di venderti la versione successiva, di organizzare le missioni e di compierle, mettendoti a disposizione tutti gli “attrezzi”, ma anche dandoti la possibilità di intervenire sul codice per fare una città medievale, una sorta di SimCity, GTA, Forza, Warcraft e perchè non Phun, ovviamente tutto su Ubuntu!

Tutto sommato ho deciso di perseguire questa strada e di non abbandonarla, di non andare permanentemente fuori dall’Italia e di diffondere con i miei mezzi tutto questo, solo con un po’ più di costanza, sperimentando i nuovi mezzi di comunicazione offerti dal web, ma soprattutto sapendo che nei prossimi sei mesi sarà così e che nei prossimi molte cose cambieranno, come del resto succede dai tempi delle nottate a SimCity.

Mi complimento con WIRED e un augurio a MisterBit.

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Realizzazione di un software per la gestione dei disegni ed uno per la gestione dei tempi delle attività, sviluppato in formato di database.

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Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE

Politecnico di Milano
Facoltà di Architettura e società
Corso di Laurea in Pianificazione urbana e politiche territoriali
Anno Accademico 2005/2006

Il territorio rurale produttore di valori per la costruzione di un sistema degli spazi aperti

Il caso della provincia di Mantova

Relatrice: Maria Cristina Treu – Co-Relatore: Carlo Peraboni


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Alla luce della nuova Legge regionale 12/2005 per il governo del territorio, attraverso l’applicazione (prevista dagli indirizzi regionali) del modello denominato Metland (Metropolitan landscape planning model), sono stati individuati degli Ambienti agricoli per la provincia di Mantova.

Il metodo Metland per la stima del valore agricolo forestale, meramente applicato, non è stato in grado di far emergere le specificità del territorio provinciale mantovano quindi, è stata necessaria una ricalibrazione dei valori per adattarlo alla scala provinciale.

Un ulteriore passo è stato fatto attraverso l’introduzione di nuovi elementi conoscitivi, che hanno proporzionato il Metland al caso mantovano. L’emergere delle peculiarità del territorio ha permesso l’individuazione di 13 Ambienti tra loro differenziati principalmente per il diverso valore agricolo forestale, per la diversa morfologia, per le diverse valenze ambientali e paesistiche ma anche per il diverso tessuto socio-economico.

Per esaminare l’effettiva validità degli Ambienti agricoli provinciali, è stata opportuna una loro rilettura a scala locale per verificarne la capacità di indirizzare le scelte pianificatorie legate al territorio rurale.

Il comune su cui si è scelto di operare è stato quello di Goito perché ricadente in tre diversi Ambienti. Il caso preso in esame vede un territorio comunale caratterizzato da situazioni molto diverse in cui le scelte operative devono diversificarsi in funzione di nuove prospettive di paesaggio emerse dalla nuova partizione territoriale.

Dopo aver verificato come il Piano regolatore generale, tratta in modo omogeneo le aree agricole, senza operare distinzioni, a seguito degli studi effettuati, si è tentato di delineare un possibile piano degli spazi aperti per il comune di Goito.

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Governo per il consumo di suolo

l’argomento trattato in questa Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE è la gestione del “consumo di suolo”. Il suolo costituisce una risorsa fondamentalmente non rinnovabile, che nello svolgere le sue fondamentali funzioni (produttiva, protettiva e naturalistica) consente di mantenere la produttività agricola, la protezione delle risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi naturali.

In una regione come la Lombardia, a forte densità di popolazione e di attività economiche, la risorsa suolo costituisce il fattore limitante, che rischia di creare le difficoltà maggiori ad una gestione sostenibile del territorio. Il suolo, così come l’acqua e l’aria, rappresenta una risorsa naturale fondamentale per l’umanità. I suoli coprono la superficie terrestre come una coltre continua, interrotta solo da acqua, ghiacci e roccia affiorante. Questo “continuum” funziona come una membrana, attraverso cui avviene uno scambio continuo di materia ed energia, che i suoli regolano riflettendo o trattenendo flussi e sostanze. Nonostante questo, i suoli sono il supporto di quasi tutte le attività antropiche, l’origine della nostra alimentazione e il più efficace sistema depurante. Una gestione attenta e sostenibile della risorsa suolo è quindi indispensabile, non solo per mantenere la produttività agricola, ma anche per la protezione delle risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi naturali.

Dopo più di un quarto di secolo la Regione Lombardia ha una nuova legge urbanistica con il titolo “Legge per il governo del territorio”. La legge è maturata in un contesto di rilevanti cambiamenti istituzionali che spaziano dalle leggi sul riordinamento delle autonomie locali ai tre testi unici di più recente attuazione e alla riforma del titolo V ex legge 3/2001 che, introducendo il concetto di governo del territorio, sottolinea come a questo scopo collaborino più competenze, più strumenti e più soggetti pubblici e privati e come l’urbanistica sia una delle discipline, che partecipa alle trasformazioni del territorio.

La nuova legge urbanistica regionale n. 12/2005 introduce rilevanti novità per le aree agricole:

  • L’art. 9 identifica, tra i servizi urbani, la rete ecologica e il verde di connessione tra i sistemi insediativi e il sistema rurale (Piano dei servizi).
  • L’art. 10 stabilisce che sono compiti del Comune individuare le aree trasformabili, quelle non trasformabili e quelle da destinare all’agricoltura e stabilire la disciplina d’uso delle stesse (Piano delle regole).
  • L’art. 15 attribuisce al PTCP i compiti di: identificare gli “ambiti destinati all’attività agricola” e di definire i criteri per individuare a scala comunale le aree agricole, nonché le modalità per la valorizzazione, l’uso e la tutela.

Note importanti emergono anche dagli articoli:

  • Art. 1 in cui vengono definite le modalità di esercizio delle competenze spettanti alla Regione e agli enti locali nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento statale e comunitario, nonché delle peculiarità storiche, culturali, naturalistiche e paesaggistiche che connotano la Lombardia.
  • Art. 4 dove vengono trattati i temi degli impatti, delle mitigazioni e compensazioni
  • Art. 8 individuazione dei grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilita, le aree a rischio o vulnerabili, le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico-monumentale, e le relative aree di rispetto. I Siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l’assetto tipologico del tessuto urbano e ogni altra emergenza del territorio che vincoli la trasformabilità del suolo e del sottosuolo:
  • Art. 19 secondo cui il Piano territoriale regionale indica
  1. gli obiettivi principali di sviluppo socio-economico del territorio regionale, come espressi dal programma regionale di sviluppo e dal complesso della programmazione regionale di settore:
  2. il quadro delle iniziative inerenti alla realizzazione delle infrastrutture e delle opere pubbliche di interesse regionale e nazionale:
  3. i criteri operativi per la salvaguardia dell’ambiente, in relazione alle previsioni dei piani territoriali di coordinamento dei parchi regionali, della disciplina delle aree regionali protette e degli atti di regolamentazione e programmazione regionale e nazionale in materia di salvaguardia delle risorse idriche, geologiche, idrogeologiche, agro-forestali, ecologiche, della riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, dello smaltimento dei rifiuti:
  4. il quadro delle conoscenze delle caratteristiche fisiche del territorio.

Le novità sono maturate in un contesto di presa di coscienza dei valori del suolo agricolo ma anche di presenza di forti tensioni e contrasti con altre destinazioni d’uso. Vanno messe in evidenza alcune osservazioni relative al consumo del suolo:

  • l’intensa urbanizzazione dell’area metropolitana, che interessa l’intera fascia centrale del sistema collinare e della pianura della regione, e che genera contrasti d’uso, soprattutto nelle aree di pianura dove i territori sono più fertili;
  • la presenza di un sistema agroindustriale di grande valore di mercato, che insiste su un territorio altamente produttivo e che richiede di essere tutelato e valorizzato nella sua unitarietà di sistema rurale, attraverso approcci progettuali e non solo di misure di settore.

Mai come in questo momento, è importante che i tre diversi livelli, in cui si articola la politica agraria, siano compatti nell’impostazione e complementari negli interventi.

La politica agricola comunitaria deve assimilare i grandi cambiamenti in atto a livello internazionale ed definirli in forma adattabile con le esigenze e le aspettative dell’agricoltura europea; la politica agraria nazionale deve essere autrice e interprete degli indirizzi comunitari, affinché essi siano pienamente compresi e adeguatamente applicati; la politica agraria regionale deve rappresentare e soddisfare le esigenze di sviluppo delle realtà locali, attraverso un’azione che sia coerente con gli indirizzi provenienti dai livelli superiori e nel contempo rispettosa delle specificità riscontrabili a livello locale.

In Italia nell’ultimo decennio le costruzioni hanno sottratto all’agricoltura circa 2.800.000 Ha di suolo. Ogni anno si consumano 100.000 ha di campagna. L’Italia è il primo paese d’Europa per disponibilità di abitazioni, nonostante tutto, il suolo agricolo è sempre ritenuto potenzialmente edificabile. Ecco il motivo di questa Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE.

Al consumo di suolo contribuisce un sistema di infrastrutture molto esteso, soprattutto nelle aree di pianura. Malgrado questo sviluppo, nelle nostre regioni si registra un deficit infrastrutturale soprattutto per quanto riguarda le reti su ferro e la viabilità di transito più veloce. Oggi le infrastrutture richiedono sezioni più ampie e un maggior numero di connessioni con la rete esistente; spesso lo sviluppo di queste opere risulta più esteso della stessa tratta autostradale progettata.

L’approccio progettuale dei programmi insediativi e infrastrutturali deve essere sostenuto da un sistema di conoscenza che integri più fattori e più punti di vista. Il valore del paesaggio rurale è qualcosa di diverso e probabilmente di più complesso, sia dei paesaggi originari riconoscibili per i caratteri di naturalità che dei paesaggi agrari funzionali e generalmente semplificati. I fattori di maggior pregio rinviano alla biodiversità e si basano sul riconoscimento, da un lato, della multifunzionalità che le nuove politiche programmatiche agricole impongono al sistema rurale, dall’altro, del valore delle opere incorporate nel sistema rurale. I criteri di lettura e un progetto unitario devono mettere assieme più conoscenze e dedicarsi con attenzione a particolari rilevazioni e disposizioni che possono arricchire gli stessi approcci della tradizione urbanistica quali: la distanza delle coltivazioni rispetto alle canalizzazioni e ai fiumi, la pendenza e la forma degli argini, l’ampiezza dei bordi dei percorsi di servizio. Sono indicazioni che non devono tradursi in ulteriori vincoli ma in suggerimenti sostenuti da esempi di buone pratiche, quindi in un approccio ambientale intelligente che parta dalle esigenze di valorizzazione del sistema rurale e del suo sistema di conduttori aziendali.

In questo quadro si colloca il progetto “Val.Te.R. –Valorizzazione del Territorio Rurale” il cui scopo è quello di approfondire la conoscenza dei meccanismi e delle componenti che, laddove sollecitate, comportano la trasformazione e di stabilire opportuni criteri di valutazione che consentano un uso consapevole della risorsa rappresentata dal territorio agricolo. Il progetto Val.Te.R. è lo sviluppo di altri lavori promossi dalla Direzione Generale dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Lombardia quali: Sal.Va.Te.R, Salvaguardia e Valorizzazione del Territorio Rurale, finalizzato alla valorizzazione del territorio e del paesaggio rurale e all’orientamento della conoscenza dei loro meccanismi evolutivi; Osserva.Te.R, Osservatorio del Territorio Rurale, teso a riconoscere i tratti caratteristici del territorio agricolo e a raccontarli al pubblico attraverso schede tecniche e campagne illustrative; Linee Guida di pianificazione per un uso sostenibile del territorio rurale, documento che ha permesso il confronto con enti locali, associazioni di categoria, consorzi di bonifica per la condivisione degli obiettivi e dei criteri.

La Regione Lombardia ha prodotto documenti di riferimento per l’individuazione, ai sensi della Legge sul Governo del Territorio (l.r. 12/05), degli ambiti agricoli nei PTC provinciali.
Nello specifico si tratta dell’applicazione del metodo Metland (Metropolitan landscape planning model), elaborato a partire dal 1971 da un gruppo interdisciplinare di ricercatori dell’Università del Massachussets (USA), si basa sulle seguenti fasi:

  • determinazione della vocazione agricola;
  • definizione della destinazione agricola reale;
  • calcolo e determinazione del valore agroforestale del territorio.

Si vogliono integrare Metland e Valter in modo tale da poter ricostruire una base informativa che raccolga spunti provenienti da elaborazioni precedenti che si implementi con i PTCP alla luce della L.R. 12/2005.

Nella provincia di Mantova verranno individuati degli “Ambienti” in base ai caratteri dei suoli, successivamente sarà necessaria una trasposizione a livello locale, in questo modo sarà possibile costituire una serie di linee guida per i comuni in modo tale che l’agricoltura divenga un elemento da considerare nella stesura di un progetto; dovrà divenire una variabile avente peso rilevante.

In una realtà come quella mantovana, dove l’agricoltura ricopre un ruolo primario, sia nel contesto economico che in quello paesistico, si ritiene fondamentale intervenire in modo tale da salvaguardare i suoli; salvaguardia che comporterà ad una conseguente tutela ambientale.

Tesi PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE

Indice della tesi

  1. Lo spazio rurale e le aree destinate all’agricoltura
  2. L’innovazione legislativa come opportunità
  3. Il caso di Mantova
  4. Gli strumenti di pianificazione e di conoscenza del territorio
  5. Nuovi strumenti per lo sviluppo del territorio
  6. Dalla visione di area vasta alla scala locale: il comune di Goito
  7. Linee guida progettuali relative alle trasformazioni future riguardanti il territorio del comune di Goito
  8. Conclusioni
tesi pianificazione territoriale
Il territorio rurale produttore di valori per la costruzione di un sistema degli spazi aperti
Il caso della provincia di Mantova
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Lavori svolti

Software gestione trasporto rifiuti

Realizzazione di un software per la gestione il trasporto di rifiuti, sviluppato in formato di database.

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Map tutorial

Buffer inverso con ArcView 3.3

Come creare una linea nella mezzaria di un poligono: esempio per avere una linea in mezzo alla strada.

GIS: buffer inverso (collapse road to center line)

LAB052 – buffer inverso

esercizio di Giugno 2006
 
Per risolvere un noto problema di poter trovare la linea mediana tra due linee, ovvero effettuare un
buffer che coincida con la mediana esistente ta due linee.