Il futuro della mappa

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Il futuro della mappa

Il futuro della mappa >> Tradotto da: The future of the map Il salto dalle mappe fisiche a quelle digitali ha segnato una svolta per produttori e clienti in egual modo, ma cosa c’è di nuovo all’orizzonte? L’editorialista Brian Smith esplora alcune possibilità per il futuro delle mappe. Da Brian Smith, 19 Agosto 2016, ore 10:06 Abbiamo percorso molta strada di fioritura della mappa cartacea sopra al cruscotto, solo per pianificare la prossima meta per i nostri viaggi. Nonostante sia improbabile che le mappe facciano presto un altro salto così drammatico come andare dal risiedere nel nostro vano portaoggetti della nostra auto alle applicazioni dei nostri cellulari, le mappe digitali continuano ad evolvere ad un ritmo sbalorditivo. Qui uno sguardo alle direzioni prioritarie delle future mappe - e alle loro implicazioni per il marketing locale. Andando oltre e sotto il pin Oggi, la mappa digitale è denominata dal pin. Questo probabilmente non cambierà. I pin, rendono semplice trovare le location su una mappa - troppo semplice (e utile) per cadere in disuso. Ad ogni modo, ciò non significa che l’area attorno al pin rimarrà statica. Infatti, le funzionalità “al Click” rappresentano una radicale trasformazione. Se apri Google Maps e fai zoom sulla tua attuale posizione, noterai che i muri degli edifici attorno a te sono più distinguibili e in “3D” - tanto è vero che ci sono delle sottili ombre digitali. Gli edifici stessi sono diventati di recente così attraenti visivamente che sembra quasi che Google voglia farti cliccare su di loro… che ovviamente è esattamente quello che Google vuole che tu faccia. (come in una pagina web dove viene voglia di cliccare sui bottoni) Attualmente solo gli edifici più grandi, più simbolici e più frequentati sono cliccabili. Per esempio, date un’occhiata allo stadio delle Olimpiadi di Rio, il Maracanã. Quando ingrandiamo la scala della mappa, possiamo cliccare col mouse o col dito sull’edificio, il tetto scompare e a destra appaiono nuovi pulsanti che indicano i piani, dove è più semplice orientarsi per trovare posti come i bagni e le scale. Luoghi come centri commerciali, stadi, aeroporti e stazioni del trasporto pubblico, sono i primi beneficiari dell’indoor mapping. Questa funzione delle mappe è sottoutilizzata al momento, ma non lo sarà ancora per molto. Commercianti e consumatori acquisiranno più familiarità con questa funzionalità e gli edifici in cui si rischia di perdersi hanno adesso la possibilità di implementare mappe interne (indoor map) per agevolare la navigazione, proprio come succede per le strade. Probabilmente, i primi nuovi utilizzatori saranno i grandi retailer, specialmente se la loro attività commerciale è disposta su più piani o con più dipartimenti (o anche più attività commerciali) sotto lo stesso tetto. Ma anche altre industrie avranno bisogno di mappare il loro interno. Ospedali, con i loro labirinti di uffici medici, saranno i nuovi “mappatori d’interni”. Così, inoltre, si allarga a macchia d’olio a università e hotel. Anche il luogo delle vostre attività può esserne un luogo con interni da mappare, se vi sentite pronti. Tutto ciò che dovete fare, è sottoscrivere le informazioni dell’interno della vostra sede a Google, qui. Ma poniamo che voi abbiate una piccola attività commerciale che non è situata in un centro commerciale; perchè interessarsi ad implementare una mappatura interna? Perchè l’inventory mapping è il futuro del marketing locale. https://www.youtube.com/watch?v=6048zzMI8EM